Se noi siam messi male, il Pd sta pure peggio

18 aprile 2013 § Lascia un commento

Per carità, niente che non si sapesse. Ma un po’ è confortante: sembra che nella politica italiana una seconda, e poi terza, e poi quarta occasione non la si neghi a nessuno. Un po’ come a Marini, il trombato alle elezioni.

Ma ce la faranno i turchi e i renziani e gli altri spiccioli a far fuori bersani, candidato premier-segretario? (cioè di due ruoli incompatibili, riuniti dalla frenesia mentecattiana con cui si è voluto far star dentro tutto, nei riferimenti ideali del Pd: in questo caso, tradizione riformista per il segretario, cioè comunista, a dirla propriamente, e liberale, cioè in verità le suggestioni americaniste, per il candidato premier via primarie). Non sorprende poi tanto che bersani non ne becchi una da un po’.

Ma se vincono loro, chebellochebello che si vota Rodotà (insomma.. pur se è quello che ho votato appunto per fornire sponda), e poi andranno a sedersi con il cappello in mano di fronte a Crimi e Lombardi? Se vince Civati e i suoi amici, ora è tutto rosa ma nel medio è peggio per il M5S, perchè è l’abbraccio della morte. O Civati diventerà a 5 stelle? 

Che occasione perduta, per il M5S, quell’incapacità di presentarsi al secondo giro con il volante in mano. Qualsiasi cosa succeda, ora il destino lo decidono gli altri.

Speriamo che il Pd non cambi. O magari sì.

Ps. Intanto Brunetta li prende per il culo. Fa male.

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Resuscitare i morti

17 marzo 2013 § Lascia un commento

Sembra che i 163+2 ce la stiano facendo, con la loro sapienza strategica, a resuscitare i morti, e mi rifiuto di credere che proprio non si rendano conto di quello che sta succedendo: il Pd ha ormai capito il nuovo gioco, basta vedere la nuova-nuova proposta di finanziamento ai partiti (abolizione di quello pubblico, finanziamento solo privato e chiaramente volontario con tetto massimo e pubblicato) che ha moltissimo senso tecnico e soprattutto politico, perchè è quello che fa il M5S ma lo fa meglio ed organicamente (risolvendo il problema fondamentale del sistema americano). Che sia il contrario di quello che ha sostenuto il Pd fino a ieri non è importante, ovviamente (e se lo portassero in aula, come primo punto di un programma di un governo ‘civile’, con tutte le altre proposte che sono quelle del M5S ma migliorate, che faranno i 163?)

Quindi, due opzioni per il M5S:

1. Scavalcare il Pd sul governo, far nascere un governo di minoranza dopo il certo fallimento Bersani (posto che riesca ad avere l’incarico, a questo punto). Ma questo implica una sapienza politica che proprio sembra non esserci (e anche se ci fosse, la rifiuterebbero sdegnati, che mica son politici loro -poi basta dare un’occhiata alle pagine facebook di alcuni di loro, e scappa il sorriso).

2. Serrare i ranghi, con frusta e calci, e ritornare duri e puri, cittadini-contro sempre, il che vuol dire elezioni a breve, e poi sperare nella Madonna, ma loro avranno la coscienza a posto (che mica sono politici, loro – vedi sopra). Credo che questa sia l’unica strada che siano in grado di percorrere. Dubito che ce la faranno, in ogni caso.

L’unica speranza, per il M5S, è Bersani. Ma anche per lui sarà davvero difficile battere in incompetenza politica i nostri 163+2. Gli altri Pd troveranno un modo per fargli fare le mosse giuste.

I sogni fatti a pezzi dall’incompetenza.

Secondi pensieri sugli slogan del pd

12 settembre 2012 § Lascia un commento

Questa mattina mi sono ricordato che, in effetti, neanche lo slogan di Bersani è originale: Veltroni 2007, ‘Si può fare’, il quale a sua volta era una scopiazzatura di Obama, ‘Yes, We Can’.

Riassumiamo: abbiamo da un lato il segretario del pd che si propone come un Veltroni meno ambizioso, e non fa nulla se poi Veltroni perse di brutto contro Berlusconi. Dall’altro lato, un più-o-meno-giovane che vuole accreditarsi come nuovo copiando uno slogan ancora fresco, di tre anni fa, usato da un candidato peraltro perdente.

Lasciamo da parte le questioni tecniche di comunicazione politica, e proprio politologiche: entrambi fanno schifo – cosa si può fare? adesso per cosa? dove è il senso collettivo? l’urgenza alla mobilitazione? ecc. Mi chiedo se i loro consulenti vengano pagati, e temo che non lo siano da tempo, perchè altrimenti farebbero un lavoro migliore. Speriamo che gli altri candidati propongano qualcosa di più adeguato.

Ma questi si candidano a guidare il Paese. Questi dovrebbero avere idee. Questi dovrebbero essere rivolti al futuro. Questi dovrebbero aprire strade nuove. Questi danno patenti di democrazia a tutti. Questi si permettono di guardare dall’alto in basso chi non sta con loro. Questi non si parlano.

Questi sono incompetenti, antichi, e ‘inadeguati’ (come dice uno dei loro fini strateghi, Massimo D’Alema, che non ha beccato una singola decisione strategica negli ultimi 30 anni).

PS1. Nel frattempo, alla scuola materna statale (cioè pagata con le tasse al 70%)  di mio figlio ho dovuto portare risme di carta A3, A4 bianca e colorata, pacchi di pennarelli, grembiule per attività pittoriche (per l’uso comune), farina bianca, farina gialla, sale, forbice, colla, pacco di fazzoletti, ed altro materiale di cancelleria, per un totale di una settantina di euri. Ovviamente, dopo aver pagato un contributo volontario ma obbligatorio di 25 euri per assicurazione ed attività didattiche non specificate. Queste sono tasse occulte, e non sono calcolate nel 70%.

L’Italia ne è piena, ma siamo così abituati che non ce ne accorgiamo più.

La cifra politica di Renzi

2 settembre 2012 § Lascia un commento

Matteo Renzi, sindaco di Firenze (quando può, ovviamente) e quasi-candidato alle primarie illegali -contrastano con il loro statuto, ma non fa niente, loro sono democratici per definizione- del PD, ci ha chiarito ancora una volta la sua comprensione della politica:

“Grillo ha cambiato idea su tutto in questi anni, ma le cose che dice si smontano in un quarto d’ora se il Pd va in Parlamento e propone tre cose: dimezzamento del numero dei parlamentari, eliminazione del vitalizio, taglio degli stipendi anche dei consiglieri regionali. Se le facciamo noi queste cose Grillo diventa un fenomeno da baraccone” (dal Corriere di oggi).

Immagino gli applausi degli ascoltatori di partito. Faccio notare che così sembra che Renzi pensi che la politica sia copiatura delle proposte degli altri. Proprio il leader di cui l’Italia ha bisogno, uno con le palle che vede il futuro e ci indica la strada da seguire.  Non accenniamo al fatto che, dopo tutti questi mesi, pensare che la forza del M5S stia nelle sue proposte, incluse quelle contro la casta, è infantile.

Copiare serve, in politica, non c’è copyright, ma è davvero questo di cui abbiamo bisogno? Dio salvi l’Italia.

Ebbene, sì, sto per diventare incivile

19 luglio 2012 § Lascia un commento

Essendo un po’ lento, ho avuto bisogno di un qualche tempo per realizzare: avevo effettivamente appena letto che il  populista papa bianco Bersani mi aveva appena dato dell’incivile (oltre che populista e semplificatore).

Dalla stessa intervista rilasciata al corriere:

E di Grillo? 

«Grillo è dentro le insorgenze populiste e semplificatrici che da due anni emergono in tutta Europa. Partono da istanze anche giuste e crescono ammucchiando cose indistinte, in cui non c’è più destra né sinistra. Quel che ha detto Grillo della Bindi non è “voce dal sen fuggita”. Si mette in rete quel che si pensa solleciti la pancia del Paese. Io rifiuto in radice questo schema. E ricordo che le prossime elezioni non saranno solo una scelta politica ed economica. In qualche misura saranno anche una scelta di civiltà. E allora bisogna combattere. Se farò un governo io, la sua prima norma riguarderà il diritto dei figli di immigrati nati qui e che studiano qui in Italia a chiamarsi finalmente italiani».

Io capisco che Bersani è in campagna elettorale interna, capisco anche che possa sembrare intelligente la strategia del chiamare a raccolta i suoi per cercare un rally ‘round the flag effect  (un numero consistente di elettori del pd sta corrrendo verso il M5S, molti nonostante Grillo) però, come sempre, dà davvero fastidio quest’aria di superiorità. Che non gli fa capire che questa strategia, per il PD, è sbagliata. Terranno anche questa volta: bravi!

Se poi uno ha appena perso uno dei vari lavori che deve fare per non riuscire ad arrivare comunque alla fine del mese (perchè quello di professore universitario a contratto certamente  non è sufficiente) a causa dealla riforma Fornero, e quindi grazie alla cortesia del PD e di tutta la combriccola danzante che sostiene Monti… ecco, cosa dovrebbe dire? Secondo voi, se ancora non lo è, non lo diventa incivile, e per davvero questa volta?

Egregio consigliere Giuseppe Civati,

17 luglio 2012 § 2 commenti

Ha scoperto ora che esite un problema democratico nel pd? Che la costruzione del pd non sta in piedi? Che l’assemblea nazionale ha mostrato la gravità dei problemi? Che Grillo certe cose, certe ovvietà (che non sono più nè di destra nè di sinistra) le dice perchè può dirle, e il pd no? Che il populismo è ben radicato nel pd?

Cosa bisogna fare, di diverso rispetto al dirlo chiaramente come ho fatto durante il confronto del 4 luglio?  Forse Lei non ascoltava, ed allora, con gentilezza, riassumo che il PD non si può rinnovare nei tempi richiesti dalla situazione italiana, perchè:

1. E’ un partito, cioè è una struttura novecentesca (a parole, lo sapete anche voi);

2. Ha voluto unire liberalismo (soprattutto economico, ma anche politico) progressismo (un falso sinonimo dil comunisto italiano, dimenticato ma mai rinnegato secondo me con qualche ragione ma senza un’assunzione di responsabilità storica), e cattolicesimo clericale: l’operazione era e rimane impossibile;

3. La dirigenza storica del partito, quelli provenienti dal PCI, i ‘baroni’, non lo permettono oggi, e domani, perchè richiede una perdita di potere che non possono accettare. I ‘giovani’, gli devono strappare il potere con i denti, ma non ce la faranno in fretta perchè troppi ex-comunisti dalla mentalità leninista ed intellettuali gramsciani ora travestiti da pseudo-liberali sono ancora presenti nel partito.

Detto questo, caro consigliere: buona fortuna (ma forse farebbe prima a provarci con altre persone: provi il Movimento 5 stelle).

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