Pensieri gettati sulle politiche 2018

5 marzo 2018 § Lascia un commento

(Vedo che non scrivo in questo blog da circa tre anni, e in realtà non so bene perchè riprendo, forse solo perchè ho qualche minuto. In ogni caso: )

E’ finita la Seconda repubblica, posto che sia mai iniziata, e inizia la Terza. Oggi, Renzi appare come figura di passaggio, allo stesso modo del Berlusconi anziano, quella parodia di quella parodia degli anni novanta. Berlusconi, e poi Renzi, hanno partecipato più o meno consapevolente alla costruzione di un immaginario da cui nasce un discorso ormai permeato da concetti, sostantivi, lessico, simboli fascisti (i partiti dovevano indicare un ‘capo politico’, secondo la legge Rosati; se questo non chiarisce il punto non so bene cosa possa farlo). La sinistra è scomparsa, non poi tanto per colpa di Renzi o bravura di Berlusconi, ma per incapacità della sinistra, arroccamento dell’intellighenzia, stupidità varia.

Ne esce un paese evidentemente di destra, quindi nessun cambiamento in un paese che è di destra, e illiberale, da sempre. Paese quasi certamente senza governo, per capire se, invece, e come bisogna aspettare la fine della traduzione in seggi. Ma ci saranno schifezze oppure, nella miglior tradizione, si inizierà con balletti raccapriccianti che trascinano il paese per qualche mese, per qualche anno. Tiriamo a campare, ed anche questo è tradizione, solo so che non possiamo permettercelo.

Le categorie fascismo, destra, sinistra, non hanno più alcun senso. Vincono senza dubbio un partito tecnicamente fascista che non usa lessico fascista (M5S: statalista, nazional-popolare, socialista, ovvero l’interpretazione italica del secolo scorso del fenomeno nazional-socialista) e uno identitario-nazionalista (Lega, da fu Nord, che non è etnico solo perchè farebbe ridere in Italia ma l’aspirazione arriva da lì, chiedere a Bannon) che non è fascista ma che di fascista usa gli slogan; più di fondo qualche altro orpello tipo Fratelli d’Italia. I partiti dichiaratamente fascisti vanno maluccio, ma i partiti dichiaratamente fascisti rimangono al momento fuori secolo.

In ogni caso, Terza repubblica. Se ne vanno le figure di passaggio e i vecchi della Prima. E questa è già una gran bella notizia. Se si portassero via anche il caravanserraglio di intellettuali a loro legati, sarebbe ancora meglio. Certo, poi rimangono solo i nuovi, e i vantaggi appaiono immediatamente meno evidenti. Non se ne va l’accettazione italica per disonesti, venditori di padelle, furfantelli vari, conosco tizio che conosce caio (le cosiddette reti di privilegio), e il piacere di poter avere a disposizione lo spettacolino politico: ciò che appare è sempre ben più importante di quel che è, soprattutto se il capire quel che è richiede un minimo sforzo di natura extra-digestiva; se le cose funzionassero, poi, di che parliamo al bar?

In verità a me sembra che gli italiani non sappiano bene cosa vogliano, basta che si cambi. Essere compresi, spesso a torto, come rappresentanti di una continuità porta alla morte politica. Anche qui, ci sarebbe da discutere, ma questo è, al momento.

Insomma, è la fine del mondo? Mica tanto. Intanto, i processi politici da qualche anno sono velocissimi. Il PD aveva il 40% giusto qualche, quattro, anni fa. Si sale e si scende, certo è che il PD deve fare tabula rasa se vuole sopravvivere, e dubito che ce la faccia (da questo punto di vista, però, complimenti a Salvini, autore di un’operazione che personalmente ritenevo molto più difficoltosa; e, ovviamente, complimenti anche al M5S, che ha fondamentalmente cambiato pelle con successo; che duri non so, ma al momento il risultato è incredibile). Eppoi: tripolarismo attuale, magari con un potenziale bipolarismo, ma che escluderei possa essere Lega e M5S. Il grosso potenziale è quello di una forza popolare, in grado di rappresentare i bisogni delle persone, e particolarmente quelle più deboli, nel mondo attuale. Una forza politica che apra al mondo, accetti, ritorni fra la gente, e parli alle persone. Una forza italiana orgogliosa di esserlo, e quindi in grado di far sì che l’Italia sia parte del mondo, che capisca il mondo e rappresenti il mondo. Magari l’auspicio, qui, si confonde con l’analisi.

Di certo c’è che dubito molte persone possano rassegnarsi a questa roba qua. Di certo c’è che, in una democrazia, il popolo ha (quasi) sempre ragione.

 

 

Annunci

Il significato del ‘Direttorio’ M5S

30 novembre 2014 § 2 commenti

Ho letto vari commenti sulla questione,quasi nessuno che chiarisca la questione. Preferisco quindi puntualizzare quale credo sia il significato esatto della decisione di Grillo di nominare cinque deputati come ‘gestori’ del M5S.

1. La decisione e’ una violazione palese del secondo comma dell’art.4 del Non Statuto, che qui riporto: “Il MoVimento 5 Stelle non è un partito politico né si intende che lo diventi in futuro. Esso vuole essere testimone della possibilità di realizzare un efficiente ed efficace scambio di opinioni e confronto democratico al di fuori di legami associativi e partitici e senza la mediazione di organismi direttivi o rappresentativi, riconoscendo alla totalità degli utenti della Rete il ruolo di governo ed indirizzo normalmente attribuito a pochi.”

Che vi sia stata una votazione successiva a legittimare l’operazione e’ irrilevante. La legittimazione democratica non legittima mai la violazione del diritto: politica e diritto appartengono a due insiemi diversi, e su questo e’ costruito l’ordine costituzionale. Non stiamo parlando di noccioline.

(Dal punto di vista politico, il M5S abbandona definitivamente qualsiasi pretesa di natura democratica, oltre che di assumere fra i suoi valori la legalita’, ma questo e’ oggettivamente secondario).

2. Se il ‘Garante delle regole’ puo’ violare in modo fragrante l’impegno che accomuna gli iscritti, cioe’ il legame che li unisce. ecco che l’impegno, e il legame, non esiste piu’. Il M5S non esiste piu’, quello che stanno formando e’ altro (io credo sia una natura morta, ma questa e’ la mia opinione personale). Il legame ufficiale, dopo che ufficiosamente lo e’ da tempo, e’ oggi la fedelta’ alla struttura.

3.Gli attivisti rimasti nel M5S entrano in un partito nuovo. Il paradosso e’ che rimanendo nel M5S tradiscono l’impegno preso quando sono entrati, non rispettano la parola data. Per moltissimi rimasti e i nuovi arrivati questo non e’ un problema, ma per qualche altro lo dovrebbe essere. Questo vale sia per gli attivisti che per gli eletti del M5S. Restando al proprio posto come rappresentanti del nuovo soggetto tradiscono le promesse  e l’impegno preso di fronte ai cittadini.

Nessuno puo’ evitare la scelta. Fatela in coscienza, perche’ non e’ una scelta di convenienza, e’ una scelta etica.

Ps. Poi, a seconda della scelta, andate a cercare chi da tempo si e’ messo a costruire. O andate al bar, allo stadio, in famiglia; fate quel che volete.

Isis: giudicate voi

20 ottobre 2014 § 1 Commento

Mi è arrivato un paio di giorni fa, tramite fonti inusuali, il quarto e corrente numero di Dabiq, il magazine che il servizio di propaganda dell’Isis propone in varie lingue (qui trovate tutti i quattro numeri, in inglese).
Guardandolo, e dopo le dichiarazioni dal palco alla festa del M5S dell’altro fine settimana ancora fresche nella mia mente (fra il moltissimo discutibile, spiccano le affermazioni secondo cui in Nigeria l’Ebola è fuori controllo nel 40% del territorio mentre nel restante 60% regna il gruppo islamista Boko Haram, e nella Grecia piegata dalla Troika i cittadini si iniettano il virus dell’Hiv per poter accedere a sussidi statali; stupidaggini belle e buone, e vari commentatori le hanno già esposte), mi è tornato alla mente il notorio scritto di Di Battista, pubblicato dal blog di Grillo, quello che mi fece sufficientemente infuriare da interrompere rapporti con chi, in una qualsiasi misura, giustificava quanto sostenuto dal deputato.

Parallelamente, arriva il nuovo numero di limes, con un articolo a firma Anna Maria Cossiga, una delle figlie del Presidente, docente di antropologia culturale. Lei sostiene, in modo molto piu’ corretto e raffinato, l’argomentazione di Di Battista, per commettere lo stesso errore fondamentale, che sospetto sia figlio di un multiculturalismo francamente degenerato. La comprensione e l’analisi sono una cosa, il policy-making sono un’altra. Discutere degli errori e responsabilità occidentali in Medio Oriente, del ‘senso’ dell’Isis in quanto rifiuto della modernità politica costruita sullo Stato-nazione, della fine del sogno moderno, e’ esercizio che faccio giornalmente con un sacco di miei colleghi. Trasportare poi l’analisi nel policy-making trascendendo le responsabilità individuali, e i rapporti di potere esistenti, vuol dire proporre una politica irreale e soprattutto a-valoriale (cioe’ apolitica, un non senso) o, generosamente, espressione di valori francamente amorali. In effetti, e’errore fondamentale che porta a errori secondari notevoli: equiparare Ira ed Eta all’Isis e’ risibile; sostenere che la fine del terrorismo dell’Ira e dell’Eta sia giunto a conclusione a causa dell’apertura del dialogo con loro e’ controintuitivo all’argomentazione principale: Eta e Ira sono movimenti indipendendentisti, che cercano cioe’ di creare uno Stato-nazione, contrariamente all’Isis che cerca di distruggerlo. In aggiunta, l’apertura del dialogo fu possibile perche’ erano movimenti che politicamente avevano gia’ concluso la loro traiettoria anche e soprattutto a causa dell’uso della violenza politica. In aggiunta, erano incentivabili a dialogare (oggi, un esempio un pochino piu’ calzante sarebbe quello con Hamas, se proprio bisogna farne uno).

In parole semplici: le cause, le ragioni di un comportamento appartengono a un insieme, la gestione del comportamento nel breve periodo (come e’ spesso la politica) appartiene a un altro insieme. Cosi, posso capire che chi mi vuole dare un pugno lo fa perche’ pensa che io gli abbia rubato la macchina, ma intanto evito il pugno, poi lo blocco. E poi chiarisco.

Non sostengo che non sarà mai possibile o giusto o necessario o morale dialogare con l’Isis legittimandolo. Ma certamente oggi e’ posizione debole  accademicamente, discutibile politicamente, e di difficile giustificazione etica.  In verità, attualmente la lettura di policy-making e’ abbastanza semplice: l’Isis, la cui legittimazione deriva da davvero tante dinamiche storiche di lungo periodo in cui l’Occidente ha un ruolo di primaria importanza, e’ comandato da un gruppo di psico- e sociopatici,  non c’entra assolutamente nulla con l’Islam, queste persone non vogliono dialogare ma ucciderci, e lo affermano decisamente ed apertamente.

Nell’ultimo numero di Dabiq, un magazine ben fatto e pensato per occidentali ed occidentalizzati (chi conosce le riviste arabe noterà subito la diversità), si legge robetta tipo:
“Every Muslim should get out of his house, find a crusader, and kill him. It is important that the killing becomes attributed to patrons of the Islamic State who have obeyed its leadership. This can easily be done with anonymity. Otherwise, crusader media makes such attacks appear to be random killings. Secrecy should be followed when planning and executing any attack. The smaller the numbers of those involved and the less the discussion beforehand, the more likely it will be carried out without problems. One should not complicate the attacks by involving other parties, purchasing complex materials, or communicating with weak-hearted individuals. “Rely upon Allah and stab the crusader” should be the battle cry for all Islamic State patrons.”

Traduco velocemente: “Ogni musulmano dovrebbe uscire di casa, individuare un crociato, e ucciderlo. E’ importante che l’uccisione venga attribuita a seguaci dello Stato Islamico agli ordini dei suoi comandanti. Lo si può fare facilmente senza essere individuati. Altrimenti, i media crociati [=occidentali] faranno apparire quegli attacchi come omicidi casuali. La segretezza è essenziale nella pianificazione e nell’esecuzione degli attacchi. Minore il numero di persone coinvolte e minori le discussioni preparatorie, maggiori le possibilità che l’attacco venga eseguito senza complicazioni. Non si dovrebbero complicare gli attacchi coinvolgendo altre parti, comprando materiali complessi, o comunicando con individui dai cuori deboli. “Affidati ad Allah e accoltella il crociato” dovrebbe essere l’urlo di guerra per tutti i seguaci dello Stato islamico”.

Oppure “We will conquer your Rome, break your crosses, and enslave your women, by the permission of Allah, the Exalted. This is His promise to us; He is glorified and He does not fail in His promise. If we do not reach that time, then our children and grandchildren will reach it, and they will sell your sons as slaves at the slave market”.

Traduzione: “Conquisteremo la tua Roma [=Washington D.C.], spezzeremo le tue croci, e faremo schiave le tue donne, con il permesso di Allah, l’Elevato. Questa è quello che Lui ci ha promesso; Egli è ammantato di gloria e rispetta sempre quel che Lui promette. Se noi non riusciremo a farlo nel tempo a noi concesso, allora lo faranno i nostri figli e i nostri nipoti, e venderanno i tuoi figli come schiavi al mercato degli schiavi”.

In ogni caso, leggete, guardate, e giudicate voi. Guardate la glorificazione della morte e l’esaltazione della violenza, la patinatura persino della violenza, leggete le discussioni in merito alla schiavitu’, e tutto il resto.

Per quel che mi riguarda, non sono sicuro di meritarmi che il Vicepresidente della Commissione esteri del Parlamento italiano propugni posizioni di questo tipo. Lo paghiamo per non confondere Isis ed Hamas. Neanche son sicuro di meritarmi che il secondo partito italiano, invece che prendere a calci nel sedere un esponente del genere, lo glorifichi.

Ma, si sa, ce l’ho con il M5S perche’ sono rancoroso.

PS. La professoressa Cossiga e’, invece, ovviamente liberissima di proporre le sue argomentazioni, e di averle criticate e confutate. Il perche’ spero sia evidente.

Dewsbury: La sovranità grillina

22 giugno 2014 § Lascia un commento

Eccellente post.
Il M5S è destra profonda, e mi spiace per chi disquisisce. Solo ignoranza e piacere d’essere carne sacrificale.

#unarisataviseppellirà (o movimento “mafioso”)

13 giugno 2014 § Lascia un commento

Ieri, quando ho visto la votazione e il risultato, ho commentato a caldo, via facebook e twitter, i due aspetti nell’unico modo possibile: una bella risata. Anche a freddo, quello rimane l’unico commento adeguato.

E che sia ben chiaro: non una risata amara, dopo tutto il tempo buttato e tutte le battaglie fatte per un’altra idea di movimento, ma propria una bella risata grassa, a pieni denti e polmoni aperti, di quelle che ti riconciliano con la vita, che ti ampliano la prospettiva e fanno brillare i colori.

(Due sere fa mi sono dimesso ufficialmente da qualsiasi ruolo avessi nel M5S, sono libero, e quindi stavolta la faccia non ce l’ho messa, e non devo nè provare a giustificare l’assurdo nè autocastrarmi stando in silenzio).

Non c’è bisogno di fare analisi, spiegare alcunchè, chiunque con un barlume di favella sa già.

Semmai, forse si potrebbe chiedere se sapevano, i grandi mediatori M5S, che a me risultano essere fondamentalmente ‘Piersilvio’ Casaleggio e Claudio Messora, dei contributi non dichiarati da parte di Farage o della sua ‘cash for seat’ policy – cioè, si paga per essere in lista, nell’Ukip. Il che, utilizzando le genialate comunicative dell’attore Di Battista (ricordate le sua definizione di Cuperlo e Civati?), fanno del M5S un movimento “mafioso”, in quanto alleato con un partito che utilizza pratiche “mafiose”.

Ma tant’è – immagino che essendo la fonte allegata quella di The Times, storico quotidiano britannico e uno dei più rispettati al mondo, da sempre target conservatore, ma fra i giornali che ce l’avevano con Berlusconi, perchè proprietà Murdoch, sarà presentato come complotto della grande finanza europea, con spruzzatina giudaica. “Vedete? I cattivoni (banchieri) europei hanno paura, ora che è stata fatta l’alleanza” esultano i talebani. Per quel poco che so, penso che i cattivoni ne stiano ridendo, di questa grande alleanza. Hanno un pizzichino più paura di Marie, secondo me.

Quel che mi sembra più interessante è leggere delle reazioni, delle perplessità, dello sconcerto, delle vertigini, delle tante brave persone che stanno ancora nel M5S (quelle senza incarichi, quelle inserite ormai sono fonti di verità non così affidabili). Tralascio le altre tante persone che brave non sono mica tanto, e amano questo nuovo M5S, verticistico ed autoritarietto al sapor di Grande fratello (per queste, Grillo può e deve decidere tutto).

Semmai ce ne fosse stato ancora bisogno, è chiaro che la Ditta prende per il culo. Ci sono al mondo perversioni peggiori, per carità. Ma le brave persone che rimangono nel M5S devon farsene una ragione, e raggiungere la pace: gli piace farsi prendere per il culo.

A me non piace molto, e credo che anche il solo parlare di Grillo e Casaleggio sia cadere nella loro trappola da comunicazione base: le persone come me si indignano, i giornali ne parlano, il M5S vive e rimane al centro dell’agenda comunicativa (non politica). Risata, o silenzio.

Perchè io credo che il M5S sia già politicamente morto, le pulsioni cui ha dato forma rinasceranno in altro, non più lì. Qualche mese e diventerà chiaro, fino alla prossima elezione che certificherà. E quindi, un po’ di rispetto: che i morti riposino nella quiete dei cipressi.

 

Ps. Ovviamente, tornerò sul soggetto, ma con animo patologo.

L’UKIP E’, oggi, l’alleato ‘naturale’ del M5S

4 giugno 2014 § 3 commenti

E’, ovviamente, in pieno svolgimento la campagna grillesca di indottrinamento degli iscritti in previsione del possibile voto (ma chissà) sul blog sulle alleanze: i verdi sono alleati dei cattivi, l’Ukip è messo in cattiva luce dalla stampa di regime (italianglobaleuropea).

Gli eletti fanno il possibile per propagandare il messaggio. E quindi abbiamo chi riprende quasi integralmente il testo di un sito web (peraltro che fornisce informazioni discutibili), chi non è più perplessa, chi definisce Farage lungimirante, e chi cerca di scalare posizioni. In particolare, al novello eurodeputato Marco Zanni bisogna riconoscerglielo: è giovane, ha una buona dialettica, credo sia telegenico, e si vede che è intelligente visto che dimostra per primo di aver capito quale è il gioco in un partito verticistico-autoritario: più affermi la linea del capo più hai possibilità di salire. Poi bisogna guardarsi allo specchio, ma questi sono affari suoi. In verità, esiste la possibilità che ci creda veramente.

Per capire l’Ukip credo sia importante inserirlo nelle comprensione delle strutture sociali inglesi, e cioè (sintetizzando brutalmente) una rigida stratificazione classista che permette un liberalismo autentico all’interno di un più o meno forte sentimento di nostalgico nazionalismo imperiale. L’Ukip, spin-off dei Tory nel 1999 contro l’apertura dei conservatori al continente, è (mi si perdoni le immagini rozze) il liberale inglese in abiti moderni dotato di humour a cui sinceramente sono simpatici i suoi servitori immigrati, è il difensore dei valori famigliari in vestiti sadomaso, è l’aristocratico che dice parolacce perchè è superiore alla correttezza, è l’amante dell’impero inglese. Così è contro l’immigrazione, è contro l’Europa, è nazionalista, è protezionista, è difensore dei poveri, è contro le ultime guerre perchè non vi erano in gioco immediati interessi dell’Impero britannico, è contro l’establishment perchè questo si è normalizzato e lui quindi non conta più niente. E quindi, paradossalmente, l’Ukip è ben appetibile per la working class inglese.

In altre parole, il sessismo, l’omofobia, la xenofobia, sono così incardinati da non dover neanche essere affermati. In verità, poi, lo sono anche.
C’è chi dice che non lo sono perchè nelle fila Ukip sono stati eletti parlamentari di sesso femminile, di colore, omosessuali. Cito un amico, Michele Morini, che si è divertito a controllare le posizioni di questi: quello pakistano Amjid BASHIR, sull’immigrazione, quello gay, David COBURN, sul matrimonio omosessuale, e per quanto riguarda le donne, una su tutte, Jane COLLINS, sulle quote rosa (vedi la sua pagina wikipedia al capitolo “Views”). I partiti di destra che non hanno delle donne, degli omosessuali, degli immigrati nelle loro fila da sbandierare sono degli sfigati. Guardate l’immagine di apertura del sito Ukip e la questione diventa chiara: da chi è contorniato Farage?

La difesa dell’Ukip, e l’accusa alla stampa, fa perno anche su un articolo dell’Huffington Post che traduceva poco fedelmente alcune dichiarazioni di Farage. Riporto i testi come ha fatto Natalino Balasso (un peccato, davvero..) con un post su Facebook, diventato ovviamente favorito dai grillini:

Ecco la traduzione fedele: “In molti casi le donne fanno scelte diverse nella vita rispetto agli uomini, semplicemente per motivi biologici. Una donna che ha una clientela, ha un figlio e prende due o tre anni di congedo, varrà molto meno per il suo datore di lavoro, quando tornerà, rispetto a quando è andata via, perché la sua clientela non resterà legata rigidamente al suo portafoglio.” “Non credo affatto che in banche, società di intermediazione, Lloyds di Londra e di tutti gli altri nella città grande, ci sia alcuna discriminazione nei confronti delle donne.” “Penso che le giovani donne competenti, che sono pronte a sacrificare la vita familiare per dedicarla alla loro carriera, possano essere brave quanto gli uomini e persino migliori”. Ecco una parte del passaggio originale:
“A woman who has a client base, has a child and takes two or three years off – she is worth far less to her employer when she comes back than when she went away because that client base won’t be stuck as rigidly to her portfolio”.È curioso però che sull’Huffington Post italiano io legga invece questa frase: “Le donne valgono meno, è giusto guadagnino meno, vanno in maternità” .

E’ curioso, invece, come si difenda Farage dall’accusa di sessismo utilizzando degli scritti la cui traduzione fedele lo dimostra esattamente. La frase più importante è quella che ho evidenziato tramite grassetto: molte delle rivendicazione femministe dell’ultimo secolo si sono appuntate proprio contro la necessità delle donne di dover scegliere fra lavoro e famiglia, rivendicandone la responsabilità sì personale ma anche sociale. Mi perdonerete se sono femminista, ma se una donna deve scegliere fra procreare e lavorare allora è discriminata, di fatto e di diritto. Le donne possono scegliere, ma non possono DOVER scegliere. Se su Farage non vogliamo parlar di sessismo, ma di difesa del sistema patriarcale, a me sta bene. Ma siamo nella semantica. Come quando si dice che Grillo non si deve dimettere perchè non ha cariche.

A me, in verità, tutte queste storie sulla natura dell’Ukip sembrano anche ridondanti. A me basta ed avanza che il leader di un partito nato contro l’Unione europea e che continua a mantenere centrale questa idea nella propria identità prenda i soldi europei dal 1999. Le giustificazioni le trovano, ma è come se il M5S si fosse presentato alle elezioni provinciali per abolire le province. Dove è finito il M5S?

Per cui (conclusione): L’aspetto positivo di tutta questa storia è di chiarire senza più ombra di dubbio quale sia la collocazione politica del M5S. Perchè mi sono andato a leggere le piattaforme programmatiche dell’Ukip, in particolare quella per le elezioni amministrative appena svoltesi. I punti di contatto con quelle del M5S sono notevoli. Qui l’Ukip credo proprio abbia copiato il M5S: ricorso della favoletta delle decisioni prese in base al buon senso, previsioni di referendum locali, enfasi sull’attivismo istituzionale degli eletti, risparmio del denaro pubblico, e così via. Più in generale, credo si possa affermare con una certa sicurezza che sia vero che l’Ukip E’ il partner naturale del M5S attuale: entrambi prioritizzano gli stessi temi. E’ il M5S che ha messo nel cassetto i temi cari di un tempo passato, quelli che lo avrebbero portato a ritenere naturale l’alleanza con i verdi.

Oggi, ciò che è importante per il M5S è la lotta al capitalismo globale, una vena di antiamericanismo in verità antiliberalismo spacciato per pacifismo, il protezionismo in tutte le sue forme (dalla difesa dei prodotti nazionali al sostegno alle Pmi italiane alla comprensione dell’immigrazione come problema di sicurezza) ed a una bella spruzzata di nazionalismo – messi nel cassetto, in bel secondo piano, sono i temi antichi come la sostenibilità energetica, il non inquinamento, e così via. Parliamo, cioè, di un impasto ideologico che è di destra, destra profonda. Manca, al M5S, e rispetto ad altre esperienze storiche, la capacità di attrarre la borghesia capitalista anti-liberale, a causa sia dell’evidente incompetenza tecnica ed organizzativa e del comportamento erratico di Grillo che delle strutture economiche aperte internazionali.

Ma il M5S, altro che nè di destra nè di sinistra, è ormai il partito più a destra dello scenario politico italiano. A Fratelli d’Italia gli fa un baffo.

Le veritá del blog

29 maggio 2014 § Lascia un commento

Uno dei piú devastanti errori politici del M5S nell’ultimo anno, di sostanza e comunicazione, é stata la sovrapposizione fra il blog di beppe grillo, e quello che ci viene scritto, e il M5S, e le sue posizioni politiche. Da un lato, questo ha costretto portavoci ed attivisti ad acrobazie di ogni tipo per giustificare e giustificarsi posizioni scritte con obiettivi mediatici, cioé tese a far parlare e quindi polarizzanti, dalle loro ricadute politiche. Dall’ altro, ha fornito criterio di selezione ideologica: chi esprimeva posizioni difformi diventava sospetto, non un vero 5 stelle, e quindi target legittimo di campagne di delegittimazione – se le posizioni difformi erano poi espresse pubblicamente, si passava al linciaggio. Sulla stupiditá di questa identificazione avevo giá scritto in tempi antichi.

In un mondo saturato di informazioni, la selezione di fonti affidabili é fondamentale. Per questo, in molti, troppi, soprattutto persone con limitate conoscenze, capacitá intellettuali, e tempo, all’ interno del M5S hanno iniziato ad accettare il blog come ‘bocca della veritá’. ‘ Informatevi’ voleva dire, e vuol dire: ‘ leggete il blog’. Non lo é mai stato, bocca della veritá: nonostante tante buone idee generali, le approssimazioni, e francamente le stupidaggini nei post sono sempre state copiose. Il non statuto, ricordo, mai ha chiesto l’ adesione a tutto quello che c’ era scritto sul blog, ma solo l’ adesione alle campagne del blog.

In ogni caso, oggi Aldo Giannuli, probabilmente chiamato a dare una certa legittimazione accademica a una lettura del risultato elettorale che rafforzasse la difesa del risultato elaborata dalla dirigenza, ha scritto un post che, fra acrobazie semantiche, storiche, comparativiste e tecniche, propone una lettura che presenta la sconfitta come una mezza vittoria. E va bene, l’ analisi non é tutta da buttare, ed almeno chiude con la richiesta di autocritica (pur se rimaniamo nel campo della comunicazione, perché Giannuli ben si guarda dall’ analizzare la sostanza). Ormai la credibilitá accademica di Giannuli, dopo i post scritti nel processo a risultati preordinati di ‘democrazia diretta’ e tutti gli errori che vi ha probabilmente dovuto mettere, é rasoterra. Quasi a livello di quella di Becchi. (‘Sti intellettuali organici hanno rotto i coglioni, ma immagino il lascito gramsciano proprio non ce la facciamo a rottamarlo)

Il punto é che neanche Giannuli é riuscito a seguire il gruppo M5S alla Camera (in realtá il gruppo comunicazione alla Camera, ma mi domando come sia possibile che un centinaio di persone accetti di avallare una stronzata del genere: o sono senza spina dorsale, il che é in realtá conclamato, o ci credono, il che é peggio: in entrambi i casi siamo nel campo dell’incapacitá politica. E il prossimo che mi dice che i parlamentari non sono politicamente incapaci gli spiaccico questa comunicazione -link sotto- sulla faccia), il quale, dopo Grillo che accusa gli anziani menefreghisti e ne trae sicurezza di vittoria (prima o poi ‘ sti stronzi moriranno), e Casalino che afferma quello che afferma, e Dibba che cambia idea, e Crimi che é contento, e la Taverna che si sente italiana al 21%, e la Lombardi che é pronta a ripartire con le espulsioni a braccetto della Lezzi che vuole espellere l’ attivista Ronzino, ha comunicato al mondo che non é vero che si sono persi 3 milioni di voti, perché É COME SE se ne fossero persi solo un milioncino. É COME SE. Ahhhhhhhhh.

Immagino ci siano fior di matematici pronti a mostrare un modello che giustifichi l’ affermazione. Io, nel mio piccolo, con i dati ufficiali del Ministero dell’ interno, ho fatto una sottrazione:
voti M5S Camera 2013 – voti M5S europee 2014 = circa 3 milioni di voti.
Provate anche voi, nel caso mi sbagliassi.

Il punto é questo: l’ articolo di Giannuli SUL SUO BLOG riporta il dato di 3 milioni di voti persi, l’ articolo di Giannuli SUL BLOG DI GRILLO invece riporta il dato di 1 milione di voti persi (qui la comparazione diretta)

Secondo me Giannuli non ce faceva neanche lui a seguirli su cotanta stonzata, e quindi ci hanno pensato loro: qualche genio della comunicazione ha colpito ancora. Buonanotte alle veritá del blog.

E necessitá assoluta di separare blog di Grillo da portale del M5S. E anche di eliminare lo staff, un apparato burocratico senza alcuna accountability.

PS. Ovviamente, mia solidarietá personale a Giannuli, dubito abbia dato il benestare.

Una questione di prospettiva

29 maggio 2014 § 4 commenti

C’è chi mi dice che pecco in obiettività, o in onestà intellettuale, o che enfatizzo gli aspetti negativi e non noto quelli positivi, visto che non considero per nulla il buono fatto dal M5S nell’ultimo anno.

Certamente ho il mio carattere, grazie al cielo. Ma forse la questione è più profonda, ed è di prospettiva. Quindi spiego brevemente qual è quella che mi porta ad essere molto duro con la leadership del M5S.

Fra i vari approcci teorici che hanno cercato di comprendere le grandi trasformazioni sociali di breve periodo (chiamiamole ‘rivoluzioni’), ve n’è uno che le spiega in base al rapporto fra la società (struttura sociale) ed élite (classe dirigente). Semplificando, questo è il processo (evito indicazioni bibliografiche, questo è un blog): nel periodo d’incubazione, pre-rivoluzione, esiste una distonia, una separazione, fra la società e l’élite, che poi è un problema di legittimazione. Se questa separazione si allarga eccessivamente, e scatta una scintilla, un movimento sociale o politico (la rivoluzione) porta a riallineare i due. Il terrore post-rivoluzionario, spesso ma non sempre, è momento necessario di sostituzione élitaria. La rivoluzione termina con il riallineamento fra élite e società e il consolidamento delle nuove strutture di legittimazione.
Lo schema processuale è quindi molto semplice: disallineamento, incubazione, mobilizzazione, (terrore), riallineamento (consolidamento della nuova struttura).

Quindi la faccio molto veloce. La distonia della società italiana esisteva prima del 2013, ed esiste tutt’ora. Il M5S lo ha canalizzato, e questo ha prodotto la sua esplosione elettorale. Che quindi sia chiaro: se non ci fosse stato il M5S probabilmente qualche altro probabilmente nuovo attore politico se ne sarebbe avvantaggiato. Ma invece di sfruttare appieno la legittimazione derivante dalla distonia, per incapacità, arroganza, miopia intellettuale, e piccolezza umana, la leadership del M5S ha anticipato la fase del terrore e del consolidamento. In altre parole, espulsioni e consolidamento hanno preceduto la rivoluzione. E non si torna più indietro. Il riallineamento è in atto, perchè si è permesso alla vecchia élite di rigenerarsi, seppur parzialmente.

Mi si può ribattere che la distonia non fosse poi così rilevante, e quindi la rivoluzione era impossibile. Ma io non credo, il potenziale c’è ancora. Circa il 50% di non votanti dice qualcosa?

Da questa prospettiva, quindi, le cose buone che sono state fatte sono sostanzialmente irrilevanti, scompaiono di fronte all’errore fondamentale, che è di lettura strutturale. Poi, si può ragionare in termini sistemici: il M5S ha portato novità importanti, senza non ci sarebbe stato riallineamento parziale. E, infatti, in termini sistemici e per ragioni tattiche, non escludo persino di votarlo. Ma ormai è un partito, con una propria visione del mondo, con delle proprie norme interne, con delle procedure, con una dirigenza (totalmente autoreferenziale), un partito che può vincere o perdere le elezioni, come tutti gli altri. Normalizzazione, ma che racchiude tutte le caratteristiche peggiori degli altri partiti italiani. E quindi non ci metto la faccia, e non ci metto del tempo. Neanche un minuto.

Ps. Sillogismo (con propaganda ‘grillina’): posto che il mandato elettorale politiche 2013 fu ‘tutti a casa’, e visto che le elezioni europee 2014 avevano valore politico nazionale, allora: tutti gli eletti in Parlamento dovrebbero presentare le proprie dimissioni per non aver rispettato il mandato elettorale.
Immagino ci stiano riflettendo tutti. Si sa che brillano per ‘coerenza’. Mentre Grillo, portavoce europeo, incontra alla fine pubblicamente, Farange, scortato dal figlio di Casaleggio. Non ci si fa mancar niente. Chiunque abbia pensato per un minuto che si potesse dare un senso al principio uno-vale-uno dovrebbe ormai averla stra-capita.

Dialogo

28 maggio 2014 § Lascia un commento

Dario Violi, consigliere M5S in Regione Lombardia, ha risposto al mio post precedente, nei commenti. Gli ho già risposto, sempre nei commenti, ma mi sembra uno scambio interessante, e quindi lo propongo qui con alcune modifiche nelle mie risposte.
Premetto che Dario e io abbiamo lavorato insieme, nel M5S, a stretto contatto, negli ultimi tre anni. Quindi, con lui ho una conoscenza di lavoro, e di stima. E’ giovane, preparato, laurea in scienze politiche, esperienza di lavoro ed all’esterno. Ha sempre lavorato bene come portavoce in regione e come eletto, ed è politicamente abile. Gli rimprovero alcune cose, ma queste rimarranno tra noi.
Lo scambio è interessante perchè mi sembra mostri abbastanza fedelmente le ‘verità’ su cui è costruito il discorso attuale del M5S, e le catene che rendono difficile un’autocritica reale.

Questo il commento di Dario:
“Penso di aver dimostrato di essere uno che rispetta le opinioni altrui, così come non ho problemi ad essere critico pubblicamente quando ci credo davvero. Però all’onestà intellettuale, che tu ami proclamare e pretendere dagli altri, ci tengo anch’io e perdonami ma nel tuo post non la trovo da nessuna parte.
Se c’è da alzare il livello e fare analisi politiche, non hai studiato solo tu. E anche di professori che la pensano diversamente da te ce ne sono. Ti rispondo punto per punto, nel merito delle tue affermazioni.
1. Al MoVimento si possono attribuire tante colpe ma non di certo il tradimento del mandato elettorale. Il tradimento del mandato è non mantenere le promesse. Se il messaggio principale era “nessuna alleanza, noi lavoriamo solo nei contenuti”, questo è stato mantenuto. Dici che i nostri Portavoce “si sono rifiutati di provare a portare a casa qualche risultato. Sono stati tanti i nostri atti in Parlamento come nei Consigli Regionali approvati con la maggioranza e voti favorevoli ad atti proposti da altri gruppi politici. Questo è noto.
2. Incapacità politica.
a. “Prima si rifiutano di stringere il PD nell’angolo costringendolo a governare con un’agenda 5 Stelle”.
Sanno tutti che la proposta unilaterale di Bersani era di sostenere un governo monocolore PD con 8 punti inventati di sana pianta, altro che “governo con un’agenda 5 Stelle”. E torno al tuo punto 1 in cui parli di tradimento del mandato elettorale, ma non avevamo promesso nessuna alleanza? Non sarebbe stato tradimento del mandato elettorale sostenere un governo PD? E ti ricordo che la tua analisi politica dell’anno scorso era che per questa mancata alleanza nel giro di qualche mese il M5S sarebbe caduto a picco nei consensi fino allo zero virgola. Il PD l’avevamo messo nell’angolo, con Rodotà, ma loro se ne sono fregati e tu questo lo ometti.
b. “poi si rifiutano di offrire un’ alternativa a Napolitano offrendo un ‘governo civile’”. Crimi e la Lombardi avevano chiesto a Napolitano di fare un governo di alto profilo istituzionale con persone esterne ai partiti. Questo è noto.
c. “poi, con 160 parlamentari, fanno opposizione solo spettacolo scimmiottando Grillo” Qualcuno c’è, ma 160 scimiottatori di Grillo mi pare un’iperbole assai esagerata.
d. “impegnandosi in una campagna di pulizia ideologica all’interno del movimento mentre si lamentano che é colpa della stampa di regime che li attacca riportando quello che fanno.” La pulizia ideologica è il non permettere che si paventino alleanze col PD e quindi che si rispetti il mandato elettorale (sempre al punto 1)? Adesso dici che i giornali non sono di regime? Giusto un esempio: vatti a leggere l’editoriale dell’Eco di Bergamo di domenica per affossare Marcello e il Movimento! Per non parlare di Corriere, Repubblica, Unità, Libero, ecc. Mi pare che fino a qualche mese fa fossi d’accordo anche tu.
e. “dicono sì a tutte le stupidaggini che vengono scritte sul ‘blog’.” Non mi pare che con il reato di clandestinità la questione sia andata proprio così. E in ogni caso eviterei di fare di tutta l’erba un fascio.
f. “Quello di cui Di Battista é orgoglioso é prima l’aver riportato la destra al governo” La destra? Quale sarebbe la destra, scusa?
g. “e grazie al cielo ci ha pensato Letta a chiudere politicamente l’era Berlusconi”. Ma stai scherzando? Letta, nipote di Gianni, consigliere politico di Berlusconi, che si allea con lo stesso Berlusconi per fare un governo, dici che chiude politicamente l’era Berlusconi? Se fosse stato per Letta, Berlusconi oggi sarebbe ancora in Senato, se ve ne è stato cacciato è grazie al Movimento 5 Stelle. Questa non mi pare un’opinione ma un dato inconfutabile.
h. “Chiunque sia davvero interessato al cambiamento vero dovrebbe essere incazzato come una bestia con Grillo e i parlamentari, dovrebbe essere sotto casa loro con i forconi e gli scarponi con la punta lucida, per prenderli tutti a calci.” Occupare i banchi del Parlamento quando ti svendono il Paese non va bene ma prendere a calci e a forconate degli eletti va bene?
3. la crisi economica è temporanea? l’ incapacità di una classe dirigente autoreferenziale nel dare risposte credibili è temporanea?
4. Di poltronari ne abbiamo avuti anche a Bergamo in qualsiasi epoca, di stupidi non lo so, non mi permetterei di dare agli altri degli stupidi. E ti assicuro che se non fosse per gli attivisti arrivati negli ultimi mesi, a Bergamo la campagna elettorale manco la facevamo. Per fortuna sono arrivate persone che non sono né stupide né poltronare, che hanno portato idee e competenze diversificate.
5. Prima dici che di sola comunicazione si muore e poi dici che “Renzi è bravo e pieno di sostanza politica.” Scusa ma per te annunciare riforme via twitter e non farle è sostanza politica o è pura comunicazione? Una riforma al mese… Siamo al terzo e non si è visto un cazzo. Renzi per te è bravo, pieno di sostanza politica, un politico di razza, che capisce i tempi, le ragioni del voto, la credibilità della speranza. Allora perché non lo sopporti?”

Questa è la mia risposta:

Davvero curioso come le accuse di disonestà intellettuale mi arrivino praticamente sempre da persone interne al M5S. E subito, come prima cosa: sarei disonesto, io, ovviamente. Davvero interessante, anche, come funzioni l’istituzionalizzazione. E, poi, ovviamente, gli interessi. Per esempio, mai parlato di ‘parlamentari e consiglieri regionali’. L’azione nei consigli, soprattutto in Lombardia, è parecchio diversa, grazie al cielo, da quella svolta a Roma. Mi domando, Dario, perchè le equipari. Io non l’ho fatto.

Ma vediamo un pò: i parlamentari hanno fatto cose buone? Certo. Ci sono bravi parlamentari M5S, che lavorano sui contenuti? Certo. La stampa è, in generale, contro il M5S? Certo (poi, ci sono anche i giornali amici). Il M5S è contro un sistema di potere radicato costruito in decenni? Certo. Si parte da qui, mica da altro. Questa è la realtà, è il quadro, che esisteva anche l’anno scorso.

1. Il ‘mandato elettorale’, Dario, non è lo slogan della campagna elettorale. Questa è una visione bambina propagandata dal M5S per insipienza, che funziona perchè i partiti hanno sempre esagerato a dire una cosa e a farne un’altra. Il ‘mandato elettorale’ sono le ragioni per cui la gente ti vota, che quasi mai coincidono con lo slogan elettorale. E’ il rispetto di questo mandato elettorale che ti fa rieleggere e vincere altri voti. Tolto uno zoccolo duro, la maggioranza delle persone lo scorso anno ha votato il movimento 5 stelle disperati contro il sistema e sperava che il M5S potesse fare qualcosa per cambiarlo. Il che vuol dire, che il M5S doveva portare cambiamento reale, ed esserne individuato come politicamente causa. Del cambiamento lo ha portato, ma sistemico, introducendo alcuni temi, e nello spingere i partiti a far eleggere Renzi. Se non si capisce questo, non si capisce perchè il M5S ha perso voti. Le altre variabili (il sistema, la stampa, i partiti) esistevano anche l’anno scorso.
2.a.Sulle alleanze: te lo ripeto ancora, ed inizio a sospettare che tu mi stia prendendo in giro: non c’è mai stato bisogno di allearsi con il Pd. C’era bisogno di sporcarsi le mani, e costringere il Pd su posizioni M5S. La norma contro le alleanze è costitutiva del M5S, non era neanche slogan elettorale (che era ‘tutti a casa’). Poi, certo mi domando con quanta forza protesterai quando il M5S si alleerà con l’UKIP, per esempio, in Europa. Chiaro, ci sarà il passaggio sul portale (meglio non inizi neanche, eh?) Sulle previsioni: sì, pensavo che il M5S avrebbe perso di più, e più in fretta. Errore di quantificazione, sulle previsioni capita, son esercizi di divinazione. Ma non ho fatto errori di valutazione processuale. Perchè ha perso voti, un paio di milioni, e ne ha fatto guadagnare al Pd, e se fossero state elezioni nazionali sarebbe andata ancora peggio. Mi ricordo che scrivevo anche queste cose qui: https://towardstransformativepolitics.wordpress.com/2013/03/17/resuscitare-i-morti/
2.b. Ripeto, certo che qualcosa di buono lo hanno fatto (grazie agli attivisti, però, con Rodotà). Crimi e la Lombardi dovevano offrire a Napolitano un’alternativa vera, con nome e numeri parlamentari. Dell’idea di farlo alla cieca a Napolitano non fregava niente, perchè i suoi doveri costituzionali richiedono nome e numeri. Il resto è avanspettacolo. Riguardati un qualsiasi manuale di Diritto costituzionale.
2.d. Presa per il culo bella e buona, Dario. Proprio da te che hai sempre fatto un ottimo lavoro con i giornalisti. Sai come funziona, sai come si gestiscono, sai come lavorando bene si possono far diventare a favore. Lo sai fare bene. Ora mi metti tutti i giornalisti nello stesso mazzo? Ripeto, davvero curioso.
2.f. NCD è destra, Dario, controlla, così come FDI.
2.g. Anche qui: il M5S ha mandato via Berlusconi dal Senato? Secondo me sì. Ho detto che qualcosa di buono lo hanno fatto. Ma quello è stato possibile perchè il nipote di Letta, Letta (chissà perchè oggi ti sembra necessario ricordare che Letta è nipote di Letta, come se fosse caratterizzante delle sue posizioni politiche.. ) aveva fatto scindere, politicamente, NCD da FI (presentandogli i vantaggi poltronari e clientelari al peggio di FI), perchè sufficiente a far stare in piedi il governo. E’ quello che chiude l’era berlusconiana. Altrimenti con il cavolo che il Pd si accodava al voto palese e poi votava a favore.
2.h. Non sono un parlamentare, Dario, loro hanno altri strumenti, come li hai tu in consiglio. E poi dimmi, che strumenti abbiamo, noi piccoli attivisti, per incazzarci coi parlamentari, o grillo, o qualcun altro? Sono stati devastati, è rimasto facebook (saluti). In aggiunta tu, portavoce del M5S, mi accusi di aver usato un linguaggio forte? Su, dài. E il mio invito è rivolto a chi vuole il cambiamento, nel M5S, i quali mi sembra accettino la legittimità dei tribunali popolari per i traditori del popolo italiano. O forse i tribunali popolari sono violenti, e pure una stupidaggine? Perchè allora concordiamo.
3. Le crisi economiche sono sempre temporanee. Si chiamano cicli economici. Così come “l’ incapacità di una classe dirigente autoreferenziale nel dare risposte credibili”. Pensavi davvero che quella classe dirigente non reagisse per niente all’aumento del consenso elettorale del M5S? Cosa rappresenta, secondo te, Renzi?
4. Le generalizzazioni sono sempre problematiche, se vuoi fare il giochetto del ‘ci sono anche brave persone competenti’ (sia nella prima che nella terza, così come ci sono poltronari e stupidi nella seconda) hai certamente ragione, ma le generalizzazioni devono essere fatte, se si vogliono capire dei fenomeni. Il mio punto rimane. (E per quanto riguarda Bergamo, forse, se tante brave altre persone competenti non se ne fossero andate prima o non si fossero rifiutate di lavorare per la campagna si sarebbero aggiunte a quelle arrivate poi? Perchè se ne sono andate, o se ne stanno andando? Facciamo i nomi?)
5. Dire che Renzi ha sostanza politica non vuol dire che mi piaccia. Ma la valutazione tecnica è che è bravo. Io Renzi non lo sopporto perchè non sopporto i politicanti, Dario. I politicanti bravi sono quelli che si appropriano delle idee altrui, le confezionano bene, e le vendono al momento opportuno. I veri politici a questo aggiungono l’agire per il bene collettivo. Gli statisti agiscono in funzione del bene collettivo futuro. Non sopporto Renzi perchè è bravo, come lo era Berlusconi, ma è un politicante. Magari diventerà un politico, sono scettico. Non lo sopporto perchè mi piacciono i perdenti, i brutti, quelli che dicono cose che non vanno bene, che rispettano la verità a prescindere dalle conseguenze (anche elettorali), che si fanno nemici, che non credono a nessuna fonte di verità ma le confrontano, che non credono a nessuno. Perchè mi piacciono gli statisti, non chi si atteggia a tale. Per questo mi sono impegnato nel M5S, perchè eravamo un’altra cosa. Poi si va a Porta a Porta, bisogna stare zitti, non si chiedono spiegazioni, se ci dicono che è così allora è così. Renzi è bravo, e quindi ha capito e fatto capire che deve fare delle cose, comunque, sennò viene spazzato via lui e i suoi amici. E quindi fa la riforma del Senato e la legge elettorale, fra l’altro, e in maniera pessima, ma almeno fa vedere che ci prova.
Mentre il M5S scopre che il bicameralismo perfetto è fondamentale per la democrazia italiana.

Ps. Ieri Di Battista ha confermato quella che è stata la strategia in Parlamento: prendere a testate il sistema. Ora scoprono che le mura del castello fortificato (perchè un sistema di potere costruito in decenni questo è) non cascano a testate umane. E tutti quelli che glielo dicevano, che bisognava fare ben altro, gli offrivano competenze gratis, erano o inutili o diventavano dissidenti. Per cui, non diciamo ORA che il sistema è più forte del previsto: troppe schifezze sono state fatte a chi ha sollevato obiezioni. Un bel po’ di decenza servirebbe. Quando si parla di onestà intellettuale. Anzi, basta l’onestà.

Riprendendomi il diritto di parola, ecco quello che penso di queste elezioni europee

26 maggio 2014 § 1 Commento

1. Le campagne elettorali dei tre partiti più importanti (fra questi, includo anche il partito M5S) sono state orripilanti, nella peggior tradizione italiana. I prossimi anni saranno fondamentali per l’Europa, perchè si deciderà del suo futuro: ci sarà lo scontro fra intergovernamentalismo e parlamentarismo, fra Stati e Parlamento europeo, fra sussidiarietà e centralismo, fra disintegrazione e comunità, fra politiche di potenza e politiche normative. i dibattiti pubblici in molti altri paesi europei, quelli che funzionano, si sono incentrati su questo. Da noi queste questioni non si sono viste. I programmi europei dei nostri partiti, per i pochi che li hanno presentati, erano, per darne un giudizio generoso, infantili e contradditorii.

2. Il M5S ha tenuto in termini assoluti, seppur perdendo qualche milione e percentuale di voti (nel mio piccolo, ma con altri, lo avevo previsto). Ma è il Pd che è esploso. Ed allora sarà bene che si guardi in faccia la realtà: un anno in Parlamento ha prodotto il rafforzamento del partito più forte. Si è seguita una linea delirante, perchè non basta urlare ‘Tutti a casa’ perchè li si mandi a casa. La politica è una cosa seria. Con questa linea, e per questa linea, si sono fatte e permesse porcate su porcate (si guardi il post precedente, giusto per un piccolo esempio personale, ma ce ne sono parecchi altri), permettendo sia la costruzione di una struttura partitico-padronale iper-verticistica che di un ‘dibattito interno’ schiacciato sugli slogan idioti e sulla propaganda del verbo imposto dall’alto, in cui si sono totalmente persi i contenuti.

3. O, nel M5S, si apre una riflessione vera e dura, e si apre un percorso difficile e doloroso, oppure al prossimo giro andrà ancora peggio. E si parte dall’assurdità della linea seguita in quest’ultimo anno, si parte dalle bugie dette in quest’ultimo anno (da Grillo, Casaleggio, e i parlamentari più in vista), si parte dal rifiuto degli insulti per-se e dall’appello agli impulsi più biechi che albergano in ogni uomo, che sono stati coltivati da Grillo e dai parlamentari scientemente negli utltimi 14 mesi, si parte dalla comprensione dei parlamentari come traditori del mandato elettorale (costituzionalmente un’idiozia, ma è questa l’accusa che è stata mossa a tutti quelli che durante l’anno sollevavano obiezioni sugli orrori che si stavano commettendo). 

Al momento, si sentono riflessioni del tipo: ‘gli italiani sono ladri e truffatori, cosa potevamo aspettarci?’ ‘Comunque abbiamo 17 parlamentari europei, da 0, quindi il bicchiere è mezzo pieno’  ‘La rivoluzione è più lenta del previsto, ma è comunque inarrestabile’. Cioè, ci si continua a dir palle: su questa strada non c’è futuro. 

4. Perchè il problema non sono neanche Grillo e Casaleggio, seppur ce ne mettono parecchio del loro. Il problema vero sono i parlamentari, e da loro a scendere tutti coloro che traggono guadagno personale in termine di briciole di potere nel baciare il culo. Basta con le palle: non basta non essere (ancora) sotto indagine da procure per dichiararsi onesti, non basta ripetere propaganda equiparandola a verità senza cercarla, la verità, non basta insultare per avere ragione, non basta dirsi che ‘siamo una rivoluzione culturale’ (una bestemmia quando esce dalla bocca di qualche parlamentare) mentre non si vede la riproduzione, all’interno del M5S, delle peggiori abitudini italiane. Gli italiani hanno capito benissimo.

5. E quindi è davvero molto semplice, perchè il M5S, anche se devastato dall’idiozia tronfia dell’ultimo anno, rimane una forza politica dalle potenzialità politiche straordinarie:

A. In un qualsiasi partito almeno minimamente decente,  una sconfitta di questo tipo richiede un cambiamento di leadership, soprattutto se annunciata. Mi aspetterei l’uscita di scena di Beppe Grillo, Gianroberto Casaleggio, Bryoblu Messora, e di un sacco di parlamentari. Se sono persone oneste. Ed eviterei stronzate tipo voto sul portale come ‘volete che io, Grillo, me ne vada?’. Ritroviamo la serietà perduta.

B. Separazione fra posizioni politiche del M5S e di Beppe Grillo. Luoghi diversi, sotto controllo diverso. Il blog è impresa individuale e commerciale, il M5S è l’insieme degli attivisti. E trasparenza sui dati relativi agli attivisti, sui guadagni, e tutto il resto.

C. Costruzione, immediata, di strumenti e modalità che ribaltino la piramide di potere che è stata creata in quest’anno, riportandoci a una base che conti qualcosa in modo strutturale. Non a cui si dà voce quando vogliono Grillo, Casaleggio, o qualche parlamentare. Gli strumenti utilizzati attualmente sono solo strumenti propagandistici di legittimazione. Servono solo a produrre potere al vertice della piramide. Sono una bestemmia, per i principi autentici del M5S. E per questo, sospetto, serve mettere anche mano al Non-statuto, che dietro la facciata delle non regole è in realtà stato creato per creare un partito padronale. La razionalità collettiva non è la razionalità di una coppia con dietro un esercito di plaudenti sbavanti. Come corollario, serve una struttura indipendente, pagata dal M5S,  che informi gli iscritti al M5S dell’attività dei parlamentari e consiglieri regionali. Il controllo degli eletti, l’uno-vale-uno, parte da lì: il gruppo comunicazione fa il suo lavoro se fa propaganda (meno se decide le posizioni politiche, cosa che succede a Roma) ma non è possibile che il centro propaganda sia la bocca della verità. Troppi attivisti del M5S erano convinti che il M5S avrebbe vinto #vinciamonoi. La ragione è quella lì.

D. Emarginazione della violenza interna, emersione di un dibattito interno civile che ci concentri su proposte, programmi, e strumenti e modalità di lotta politica adeguati a un paese democratico. Nessuna accettazione di insulti, violenza verbale, ostracismi e delazioni varie. Il tempo e le competenze che si perdono nel M5S per lotte interne è incalcolabile.

In sostanza, quindi, quello che esce da queste elezioni è, per il M5S, la necessità di un processo costituente derivante da un dibattito onesto.

E quindi sarei davvero sorpreso se si sarà in grado di farlo.

 

 

 

 

Dove sono?

Stai esplorando le voci con il tag M5S su Towards Transformative Politics.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: