Una questione di prospettiva

29 maggio 2014 § 4 commenti

C’è chi mi dice che pecco in obiettività, o in onestà intellettuale, o che enfatizzo gli aspetti negativi e non noto quelli positivi, visto che non considero per nulla il buono fatto dal M5S nell’ultimo anno.

Certamente ho il mio carattere, grazie al cielo. Ma forse la questione è più profonda, ed è di prospettiva. Quindi spiego brevemente qual è quella che mi porta ad essere molto duro con la leadership del M5S.

Fra i vari approcci teorici che hanno cercato di comprendere le grandi trasformazioni sociali di breve periodo (chiamiamole ‘rivoluzioni’), ve n’è uno che le spiega in base al rapporto fra la società (struttura sociale) ed élite (classe dirigente). Semplificando, questo è il processo (evito indicazioni bibliografiche, questo è un blog): nel periodo d’incubazione, pre-rivoluzione, esiste una distonia, una separazione, fra la società e l’élite, che poi è un problema di legittimazione. Se questa separazione si allarga eccessivamente, e scatta una scintilla, un movimento sociale o politico (la rivoluzione) porta a riallineare i due. Il terrore post-rivoluzionario, spesso ma non sempre, è momento necessario di sostituzione élitaria. La rivoluzione termina con il riallineamento fra élite e società e il consolidamento delle nuove strutture di legittimazione.
Lo schema processuale è quindi molto semplice: disallineamento, incubazione, mobilizzazione, (terrore), riallineamento (consolidamento della nuova struttura).

Quindi la faccio molto veloce. La distonia della società italiana esisteva prima del 2013, ed esiste tutt’ora. Il M5S lo ha canalizzato, e questo ha prodotto la sua esplosione elettorale. Che quindi sia chiaro: se non ci fosse stato il M5S probabilmente qualche altro probabilmente nuovo attore politico se ne sarebbe avvantaggiato. Ma invece di sfruttare appieno la legittimazione derivante dalla distonia, per incapacità, arroganza, miopia intellettuale, e piccolezza umana, la leadership del M5S ha anticipato la fase del terrore e del consolidamento. In altre parole, espulsioni e consolidamento hanno preceduto la rivoluzione. E non si torna più indietro. Il riallineamento è in atto, perchè si è permesso alla vecchia élite di rigenerarsi, seppur parzialmente.

Mi si può ribattere che la distonia non fosse poi così rilevante, e quindi la rivoluzione era impossibile. Ma io non credo, il potenziale c’è ancora. Circa il 50% di non votanti dice qualcosa?

Da questa prospettiva, quindi, le cose buone che sono state fatte sono sostanzialmente irrilevanti, scompaiono di fronte all’errore fondamentale, che è di lettura strutturale. Poi, si può ragionare in termini sistemici: il M5S ha portato novità importanti, senza non ci sarebbe stato riallineamento parziale. E, infatti, in termini sistemici e per ragioni tattiche, non escludo persino di votarlo. Ma ormai è un partito, con una propria visione del mondo, con delle proprie norme interne, con delle procedure, con una dirigenza (totalmente autoreferenziale), un partito che può vincere o perdere le elezioni, come tutti gli altri. Normalizzazione, ma che racchiude tutte le caratteristiche peggiori degli altri partiti italiani. E quindi non ci metto la faccia, e non ci metto del tempo. Neanche un minuto.

Ps. Sillogismo (con propaganda ‘grillina’): posto che il mandato elettorale politiche 2013 fu ‘tutti a casa’, e visto che le elezioni europee 2014 avevano valore politico nazionale, allora: tutti gli eletti in Parlamento dovrebbero presentare le proprie dimissioni per non aver rispettato il mandato elettorale.
Immagino ci stiano riflettendo tutti. Si sa che brillano per ‘coerenza’. Mentre Grillo, portavoce europeo, incontra alla fine pubblicamente, Farange, scortato dal figlio di Casaleggio. Non ci si fa mancar niente. Chiunque abbia pensato per un minuto che si potesse dare un senso al principio uno-vale-uno dovrebbe ormai averla stra-capita.

Annunci

Riprendendomi il diritto di parola, ecco quello che penso di queste elezioni europee

26 maggio 2014 § 1 Commento

1. Le campagne elettorali dei tre partiti più importanti (fra questi, includo anche il partito M5S) sono state orripilanti, nella peggior tradizione italiana. I prossimi anni saranno fondamentali per l’Europa, perchè si deciderà del suo futuro: ci sarà lo scontro fra intergovernamentalismo e parlamentarismo, fra Stati e Parlamento europeo, fra sussidiarietà e centralismo, fra disintegrazione e comunità, fra politiche di potenza e politiche normative. i dibattiti pubblici in molti altri paesi europei, quelli che funzionano, si sono incentrati su questo. Da noi queste questioni non si sono viste. I programmi europei dei nostri partiti, per i pochi che li hanno presentati, erano, per darne un giudizio generoso, infantili e contradditorii.

2. Il M5S ha tenuto in termini assoluti, seppur perdendo qualche milione e percentuale di voti (nel mio piccolo, ma con altri, lo avevo previsto). Ma è il Pd che è esploso. Ed allora sarà bene che si guardi in faccia la realtà: un anno in Parlamento ha prodotto il rafforzamento del partito più forte. Si è seguita una linea delirante, perchè non basta urlare ‘Tutti a casa’ perchè li si mandi a casa. La politica è una cosa seria. Con questa linea, e per questa linea, si sono fatte e permesse porcate su porcate (si guardi il post precedente, giusto per un piccolo esempio personale, ma ce ne sono parecchi altri), permettendo sia la costruzione di una struttura partitico-padronale iper-verticistica che di un ‘dibattito interno’ schiacciato sugli slogan idioti e sulla propaganda del verbo imposto dall’alto, in cui si sono totalmente persi i contenuti.

3. O, nel M5S, si apre una riflessione vera e dura, e si apre un percorso difficile e doloroso, oppure al prossimo giro andrà ancora peggio. E si parte dall’assurdità della linea seguita in quest’ultimo anno, si parte dalle bugie dette in quest’ultimo anno (da Grillo, Casaleggio, e i parlamentari più in vista), si parte dal rifiuto degli insulti per-se e dall’appello agli impulsi più biechi che albergano in ogni uomo, che sono stati coltivati da Grillo e dai parlamentari scientemente negli utltimi 14 mesi, si parte dalla comprensione dei parlamentari come traditori del mandato elettorale (costituzionalmente un’idiozia, ma è questa l’accusa che è stata mossa a tutti quelli che durante l’anno sollevavano obiezioni sugli orrori che si stavano commettendo). 

Al momento, si sentono riflessioni del tipo: ‘gli italiani sono ladri e truffatori, cosa potevamo aspettarci?’ ‘Comunque abbiamo 17 parlamentari europei, da 0, quindi il bicchiere è mezzo pieno’  ‘La rivoluzione è più lenta del previsto, ma è comunque inarrestabile’. Cioè, ci si continua a dir palle: su questa strada non c’è futuro. 

4. Perchè il problema non sono neanche Grillo e Casaleggio, seppur ce ne mettono parecchio del loro. Il problema vero sono i parlamentari, e da loro a scendere tutti coloro che traggono guadagno personale in termine di briciole di potere nel baciare il culo. Basta con le palle: non basta non essere (ancora) sotto indagine da procure per dichiararsi onesti, non basta ripetere propaganda equiparandola a verità senza cercarla, la verità, non basta insultare per avere ragione, non basta dirsi che ‘siamo una rivoluzione culturale’ (una bestemmia quando esce dalla bocca di qualche parlamentare) mentre non si vede la riproduzione, all’interno del M5S, delle peggiori abitudini italiane. Gli italiani hanno capito benissimo.

5. E quindi è davvero molto semplice, perchè il M5S, anche se devastato dall’idiozia tronfia dell’ultimo anno, rimane una forza politica dalle potenzialità politiche straordinarie:

A. In un qualsiasi partito almeno minimamente decente,  una sconfitta di questo tipo richiede un cambiamento di leadership, soprattutto se annunciata. Mi aspetterei l’uscita di scena di Beppe Grillo, Gianroberto Casaleggio, Bryoblu Messora, e di un sacco di parlamentari. Se sono persone oneste. Ed eviterei stronzate tipo voto sul portale come ‘volete che io, Grillo, me ne vada?’. Ritroviamo la serietà perduta.

B. Separazione fra posizioni politiche del M5S e di Beppe Grillo. Luoghi diversi, sotto controllo diverso. Il blog è impresa individuale e commerciale, il M5S è l’insieme degli attivisti. E trasparenza sui dati relativi agli attivisti, sui guadagni, e tutto il resto.

C. Costruzione, immediata, di strumenti e modalità che ribaltino la piramide di potere che è stata creata in quest’anno, riportandoci a una base che conti qualcosa in modo strutturale. Non a cui si dà voce quando vogliono Grillo, Casaleggio, o qualche parlamentare. Gli strumenti utilizzati attualmente sono solo strumenti propagandistici di legittimazione. Servono solo a produrre potere al vertice della piramide. Sono una bestemmia, per i principi autentici del M5S. E per questo, sospetto, serve mettere anche mano al Non-statuto, che dietro la facciata delle non regole è in realtà stato creato per creare un partito padronale. La razionalità collettiva non è la razionalità di una coppia con dietro un esercito di plaudenti sbavanti. Come corollario, serve una struttura indipendente, pagata dal M5S,  che informi gli iscritti al M5S dell’attività dei parlamentari e consiglieri regionali. Il controllo degli eletti, l’uno-vale-uno, parte da lì: il gruppo comunicazione fa il suo lavoro se fa propaganda (meno se decide le posizioni politiche, cosa che succede a Roma) ma non è possibile che il centro propaganda sia la bocca della verità. Troppi attivisti del M5S erano convinti che il M5S avrebbe vinto #vinciamonoi. La ragione è quella lì.

D. Emarginazione della violenza interna, emersione di un dibattito interno civile che ci concentri su proposte, programmi, e strumenti e modalità di lotta politica adeguati a un paese democratico. Nessuna accettazione di insulti, violenza verbale, ostracismi e delazioni varie. Il tempo e le competenze che si perdono nel M5S per lotte interne è incalcolabile.

In sostanza, quindi, quello che esce da queste elezioni è, per il M5S, la necessità di un processo costituente derivante da un dibattito onesto.

E quindi sarei davvero sorpreso se si sarà in grado di farlo.

 

 

 

 

Dove sono?

Stai esplorando le voci con il tag elezioni europee su Towards Transformative Politics.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: