European Multilevel Strategy for Migration (ahia)

25 giugno 2018 § Lascia un commento

Ho trovato il tempo di leggere il piano del governo italiano, “European Multilevel Strategy for Migration,” presentato un paio di giorni fa .

Non è roba seria.

Non ho una gran voglia di discutere i vari punti.

Mi limito a notare che è totalmente fuori fase rispetto alla discussione europea. Immagino le facce degli altri a ricevere queste due paginette. Pacche sulle spalle, ringraziamenti, discutiamone, ecc. E poi si continua sulle cose serie, tipo accordarsi sugli spostamenti secondari (che vuol dire rimandare in Italia il centinaio di migliaia di migranti che si sono spostati dall’Italia e sono domiciliati in altri paesi mentre l’Italia sta processando le domande). L’Italia non sarà d’accordo, come altri, quindi salta Schengen? Non necessariamente, ma certamente avremo controlli alle frontiere. E l’Italia non può più far fuoriuscire nessuno, rimaniamo noi vicini all’Africa. Guardate che non si mette bene. Ma è molto divertente.
Ci diranno che la colpa è dell’Europa cattiva, ma in verità è che talvolta far le cose a caso non porta a grandi risultati.
E anche che l’Europa sta iniziando a scaricarci. Ovviamente, tutti parleranno dell’importanza dell’Italia, uno dei sei fondatori, non esiste unione senza Italia, ecc. Mentre salutano.
E a salutare la frase al punto 5, che esprime il principio, “Chi sbarca in Italia, sbarca in Europa”, che temo sia stata enunciata senza comprenderne le conseguenze. Ottime per me, che le auspico anche, ma devastanti per la sovranità dell’Italia.
Incomprensibile che un principio del genere sia enunciato da un governo composto da due partiti che non mi risultano di ispirazione fortemente europeista.
Ma che ne capisco io.
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Ha fatto più lui…

18 giugno 2018 § Lascia un commento

In un paese non schizofrenico, che fa un Ministro degli interni che ritiene (a torto, ma è Ministro degli interni con piena legittimazione democratica) che le Ong che operano nel canale di Sicilia siano un problema, perchè incentivano l’afflusso di migranti? Prende il telefono, chiama il Presidente del consiglio dei ministri e i ministri competenti e li coinvolge in base alle rispettive competenze, porta la questione in Consiglio dei ministri, e risolve la questione.

Perchè la questione, davvero, è proprio semplice. Le Ong appaiono quando lo Stato non riesce, o non vuole, occuparsi di alcune questioni. Dei privati, che pensano che invece quelle questioni siano importanti, si attivano e fanno quel che pensano sia giusto. Il che vuol dire che se quel Ministro degli interni vuole togliere le Ong dal Canale di Sicilia ci deve mettere lo Stato. Ovvero: ci mette la Guardia costiera, o la Marina. Non ci sono soldi? Li trova. Non ci sono mezzi? Se dice che c’è emergenza d’ordine pubblico, li requisisce. Non c’è abbastanza personale? Lo assume. Fra tutti quelli che ulunano sulle tastiere contro le Ong qualche volontario ci sarà.

La difesa della frontiera italiana è italiana. Il sovranismo non c’entra nulla, qua si tratta di uno Stato che si comporti da Stato (per definizione sovrano, altrimenti Stato non è). Noi non siamo abituati a uno Stato che faccia lo Stato, noi siamo abituati al ‘chiagni e fotti’. Ah, dimenticavo: a meno di non compromettere la sicurezza nazionale, uno Stato rispetta il diritto internazionale, il diritto europeo, e il proprio, di diritto. Altrimenti non è uno Stato, è un cazzone.

L’Unione europea, qui, non c’entra nulla. Invece i sovranisti chiedono, tutti incazzosi poi, all’Unione europea di risolvere una questione che è di competenza dello Stato italiano, accordandosi con Stati europei che non permettono la soluzione europea. ‘Chiagni e fotti’, appunto.

Insomma: se vi aspettate che Salvini risolva il problema mettetevi ben comodi. Ma non se lo aspetta nessuno, giusto?

Dove sono?

Stai visualizzando gli archivi per giugno, 2018 su Towards Transformative Politics.

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