(Dall’Irlanda all’)Italia: Facciamoci trattare da adulti

28 maggio 2018 § Lascia un commento

Iniziamo dall’Irlanda, un paese che nel 2010 accetta i prestiti europei e internazionali, introduce misure non esattamente popolari (tassa sul consumo di acqua, prima invece gratuito, e tagli al welfare), e si apre ancora di più agli investimenti esteri facendo perno sui propri vantaggi comparativi. Finisce per resituire i prestiti IN ANTICIPO. Poi, si apre all’inclusione e alla diversità dicendo addio a rimasugli di un passato percepito ormai come una zavorra, legalizzando prima i matrimoni fra persone dello stesso sesso e poi cancellando l’art. 8 della costituzione che proibiva di fatto qualsiasi tipo di aborto. La storia del Portogallo non è poi molto diversa.

E arriviamo all’Italia, dove invece si sospira pensando a un passato proposto come migliore di oggi, che invece migliore non era affatto. Perchè dobbiamo essere trattati come bambini, e pure un po’ scemi? Perchè dobbiamo avere sempre, in continuazione, gentaglia, truffatori, che ci dice idiozie da mattina a sera? Perchè non possiamo essere trattati da adulti? Perchè non c’è praticamente nessuno che dice chiaramente, in faccia, agli italiani ovvietà che sanno tutti coloro che un po’ leggono di come funziona il mondo?

  • Il problema dell’Italia è la bassa produttività. Non è l’euro, l’Unione europea, i poteri forti, l’oligarchia internazionale, la Germania, le lobby finanziarie, le banche, il capitalismo, la globalizzazione. In Italia si lavora troppo, ma si lavora male, cioè si produce poco in rapporto al tempo impiegato. Il problema è sistemico. Per aumentare la produttività:
  • Reddito di cittadinanza e Flat-tax progressiva non servono a nulla. Servono investimenti pesantissimi su istruzione primaria, secondaria, e terziaria, e soprattutto alla formazione professionale e su tutto riqualificazione professionale. Prima bisogna cambiare tutto il sistema, poi si può cambiare la legislazione sul lavoro. Chi esce dai corsi deve trovare lavoro, chi viene licenziato a cinquant’anni deve riformarsi e trovare lavoro. Non può andare sotto i ponti o aspettare la pensione.
  • Servono investimenti pesantissimi sull’amministrazione della giustizia, che deve tagliare i tempi drasticamente, tipo dieci volte, e assicurare la certezza del diritto. Magari un grado si può anche togliere, almeno per la giustizia civile.
  • Servono investimenti forti sul fisco, in modo che si sappia alla fonte quali siano i guadagni e quindi le tasse dovute. Più in generale, sulla burocrazia statale. Lo Stato paga i creditori talvolta dopo anni, i quali falliscono nel frattempo? La soluzione logica sarebbe fare in modo che lo Stato paghi come i privati, giusto? No, in Italia si propongono i mini-Bot (una soluzione intelligente, in verità, se si rinuncia a fare in modo che lo Stato paghi i creditori in tempi normali, però). Fare in modo che le tasse di paghino? No, pace-fiscale, cioè continuiamo con i condoni.
  • Un secondo problema è l’alta età media della popolazione, con bassi tassi di natalità. O si alza l’età pensionabile, o si fanno più figli, o si fanno rimanere i pochi che fanno figli e si attinge ai non italiani.  La Germania agisce su tutte e tre, noi che siamo sempre più furbi vorremmo fare qualcosina sulla seconda mentre introduciamo misure contrarie per le altre due.
  • Un terzo problema è infatti l’emigrazione, non l’immigrazione. Per fare in modo che gli italiani non emigrino bisogna far le cose sopra. La questione dell’immigrazione è come fare in modo che quelli che vengono per lavorare (sì, sono proprio i migranti economici quelli che ci servono, guarda un po’) diventino italiani, paghino tutte le tasse e rispettino le leggi. Chi non le rispetta non serve. Ma il problema di cui si discute è come non far arrivare i migranti economici. Tafazzi non era nessuno, a confronto di noi italiani.
  • Le rigidità di bilancio europee sono rigidità che servono ad assicurare stabilità e fiducia agli investitori, e garantire la concorrenza interna, fra Stati. Ma gli investimenti strutturali possono essere discussi politicamente e ricevere accettazione, dall’Unione e dagli investitori. Se l’Italia proponesse investimenti strutturali sulle questioni chiave vedrete come gli stati europei si comportano. Lo dico io: pochi problemi di bilancio. Le varie Commissioni li hanno chiesti da vent’anni. L’Italia invece da vent’anni non fa che tentare di far quadrare i conti, o spazzare via la polvere con misure contabili. Da Berlusconi, e gli anni sono trenta. Minacciare l’uscita dall’Euro o il non rispetto dei vincoli e i trattati firmati da tutti, inclusa l’Italia, per poter fare debito alla faccia altrui riceve mazzate sui denti. Certo che un’eventuale uscita dall’Euro sarebbe un problema per tutti gli stati dell’Unione. Ma il mondo, e l’Unione, non hanno bisogno dell’Italia. Ci salutano senza grossi rimpianti.
  • Un quarto problema è la forbice reddituale. Patrimoniale sembra essere una parola brutta brutta nel dibattito pubblico italiano. Ma introdurre la flat-tax, che avvantaggia in particolar modo i più ricchi è da deficienti, perchè forse aumenta i consumi ma certo aumenta la forbice. Aumenta la forbice, crescono gli incazzati, e diminuisce la coesione sociale. La questione è la ridistribuzione. Tutti sono contenti a ricevere soldi gratuiti, certo che i consumi aumentano, certo che l’economia migliora. E poi aumentano gli interessi, e se va di sfiga arriva la recessione, non si può aumentare il debito, e  sono lacrime.
  • Un quinto problema è la gestione dell’automazione produttiva, e la consequente disoccupazione. Vuol dire ridistribuzione del profitto industriale. Magari serve una patrimoniale aziendale. Ma non c’è dubbio che l’Italia non ha il mercato per obbligare le imprese a affrontare la questione. Puoi farlo se poni la questione come Unione europea, in concerto con gli Stati Uniti, e possibilmente la Cina. In sede WTO, mi sa tanto. Noi invece accarezziamo l’uscita dall’Unione.
  • Un sesto problema è il Sud. Non possiamo pensare di sopravvivere senza affrontare la questione. Qui il problema è complicato, ma è davvero drammatico. Ma senza investimenti e uno Stato che funziona il Sud muore, se non lo è già, e con lui l’Italia.
  • E poi ce ne sono altri, di problemi, tipo il bassissimo numero di imprese di grandi dimensioni in grado di competere a livello globale. La Fiat non è più Fiat, per dire, è FCA. Tutti invece a rincorrere le piccole e medie imprese, a proporre sovvenzioni, aumentando l’inefficienza del sistema economico. Chissà come mai vengono spazzate via. Chiudiamo le frontiere, certo.
  • E poi finalmente arriviamo ai problemi di cui invece si parla: corruzione e via di seguito. Ottimo, ma è uno dei punti della lista, e neanche uno dei maggiori. E’ uno su cui non dovrebbe esserci neanche discussione.

Ma arriviamo alla questione finale: perchè dobbiamo sempre cercare scorciatoie? Perchè pensiamo che le regole a noi non si applichino? Perchè, forti della nostra cultura, del nostro cibo (ma de che?) pensiamo che noi siamo diversi, siamo più furbi, un’eccezione? Ma eccezione di cosa, esattamente? Perchè non ci fermiamo un attimo, e pensiamo a soluzione che un qualche senso ce l’hanno? Reddito di cittadinanza può avere senso, ma senza una riforma del welfare non ce l’ha, il senso. La flat-tax può anche avere senso, ma non ce l’ha se mantiene le esenzioni e non ridistribuisce. Io sono ben contento se riuscissero a farla, che rispiarmo un sacco di soldi di tasse all’anno. Io. Ma mi piacerebbe anche non dover lavorare, pagare un mutuo, e bere birra pagata da altri mentre mi accarezzo la pancia tutto il giorno tutti i giorni. Grazie dei vostri prestiti, tanto poi posso evitare di restituirli. Gli Stati non sono diversi. Un po’ sì, ma in fondo no, per niente.

Le ricette attuali sono solo buone per farci mantenere i nostri vizi, da bimbi un po’ capricciosi. Possiamo pretendere che ci trattino da adulti, finalmente? Invece di imbeccarci scuse per non cambiare mai?

Il problema invece è la Germania. Che sono vent’anni che investe in produttività. I loro bei problemi l’euro, e l’Unione europea, li hanno certamente. Ma non si risolvono se si va minacciando a salve. Si risolvono affrontandoli seriamente, e facendo i compiti a casa.

Anche basta, con le vostre idiozie. L’Italia merita parecchio di meglio.

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