Come in Germania, perche’ non e’ possibile?

22 agosto 2014 § 2 commenti

Come sempre, quando sono in Germania, vengo colpito dalle piccole cose. Quest’anno, con una violenza particolare.

La rete capillare di piste ciclabili, i campi a mais per produrre benzina organica (incentivi alti), i mulini a vento (che personalmente non trovo affatto distruggano il paesaggio, tutt’altro), la maggiorazione di prezzo plastica e vetro che si evita riportando le bottiglie vuote in negozio, l’arancione prima anche del verde ai semafori, la capillarità dei parchi per bambini, il biglietto che si può fare sul treno senza grossi problemi con una macchinetta (almeno, qualche anno fa era così, ma dubito sia cambiato), il numero e la buona qualità delle catene discount, ora in aumento anche in altri paesi fra cui l’Italia, il rispetto dei limiti di velocità nonostante siano spesso assurdi, i prezzi inferiori a fronte di stipendi superiori. Giusto per qualche esempio.

Al momento sono a Borken, in Westfalia, zona agricola e quindi teoricamente non particolarmente ricca. Ma vedi, senti con mano i decenni di amministrazioni decenti, pezzetto dopo pezzetto, anno dopo anno, la pervasivita’ e la parcellizzazione di comportamenti decenti e virtuosi, a livello individuale. E sai che la classe media qui e’ ancora maggioranza, che gli operai, i blue collars, sono classe media. In Italia gli operai sono a rischio povertà, come i giovani professionisti, a meno di avere il papa’ che. 

Mi diranno che siamo noi che permettiamo ai tedeschi di vivere bene, ma queste sono appunto le stronzate che ci propina una classe politica, e più in generale un’élite, semplicemente incompetente e fanfarona fino alla disonesta’.

Mi son domandato se ci sono legami con il nazismo, se la sbornia ideologica della prima meta’ del secolo scorso, e per la verita’ anche dell’ultima meta’ dell’ottocento, e quel che ne e’ derivato, abbia privato i tedeschi di qualsiasi propensione a velleita’ propagandistiche e ideologiche, e li abbia portati violentemente a privilegiare il pragmatismo e l’avversione al rischio. Ma so che in realta’ i tedeschi erano cosi’ anche prima, e per la verita’ anche durante, quel periodo.

Non e’ il bengodi, la Germania, tutt’altro. Il controllo sociale e’ molto elevato, se non ti comporti in modo consono le ripercussioni sociali sono elevate, specialmente nei piccoli paesi. Questo aiuta l’amministrazione, certo. Se so che un’opera pubblica sarà trattata decentemente dal pubblico questa costa meno, in termini di conservazione, dura più a lungo, e quindi e’ più semplice investire in prodotti migliori. Pero’ c’e’ molta meno propensione a stare a sentire le stupidaggini. Penso agli ultimi leader tedeschi, da Kohl alla Merkel, e non trovo fisici da tv, carisma da star, e neanche straordinari comunicatori. Mi dicono Schroeder fu il tentativo tedesco in quella direzione, e non andò poi tanto bene.

Come si sa, in Germania un ministro che copia la tesi di dottorato viene costretto alle dimissioni. Per il semplice ragionamento che se mente su una cosa del genere può mentire anche se altro. E come si fa a fargli amministrare la cosa pubblica? Ma c’e’ altro. Penso al dibattito di policy-making di questi anni sull’immigrazione, che a fronte delle proiezioni demografiche e industriali a trent’anni, qui in Germania si concentra su 1. come avere più immigrati 2. come avere quelli di cui la Germania ha bisogno 3. come farli stare più a lungo.  In Italia il dibattito e’,  a fronte di proiezioni demografiche e industriali da far rizzare i capelli in testa, molto peggiori, 1. come averne di meno 2. come liberarsi degli immigrati che ci sono. Roba da idioti.

E allora la voglia di andarsene dall’Italia c’e’, e magari anche di venire in Germania.

Ma se mi chiedessero quali tipo di classe politica, quale tipo di amministrazione della cosa pubblica, ecco, il mio esempio e’ la Germania. Mi dicono i paesi scandinavi, ma non li conosco bene. In base alla mia esperienza, e’ la Germania, che non e’ il Bengodi.

P.s. Di fatto, era a queste aspirazioni, a questa richiesta di diritto, che il M5S dava speranza. Prima di rinnegarle, ovviamente.

§ 2 risposte a Come in Germania, perche’ non e’ possibile?

  • Roberto Gasperoni scrive:

    Ciao Alessandro, concordo su tutto quello che hai scritto perchè ho vissuto in Germania per un po’ e mi sono reso conto che le cose funzionano perchè c’è la volontà di farle funzionare dal cittadino al politico e viceversa. La prima generazione di deputati e senatori grillini non sono il massimo di competenza salvo eccezioni ma confido nell’idea che il popolo riesca ad abituarsi a “prendersi il governo della cosa pubblica”. Continua nelle tue analisi puntuali come sempre e amplialo a tutta la politica italiana in generale. Criticare solo il M5S non è utile. Buon lavoro.

    • aquarenghi scrive:

      A me sembra abbastanza utile, invece. Il M5S e’ il nuovo, meno conosciuto degli altri. E parecchio peggio rispetto agli altri. Poi, non ho perso tempo per gli altri partiti, ma per il M5S si. Per cui sono incazzato, e ci vorrà un po’ di tempo.

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