Trasformazione completata

6 giugno 2014 § 2 commenti

Un poveraccio vorrebbe dedicarsi a scrivere di altro, e invece arriva un bel post a firma Grillo e Casaleggio che offre il risultato dell’analisi della sconfitta alle europee:

“E’ necessario migliorare l’attuale comunicazione del M5S per poter vincere le prossime elezioni politiche. Errori ne sono stati fatti, è umano, chi non fa non sbaglia, per ripartire bisogna prenderne semplicemente atto. La comunicazione parlamentare deve essere più integrata con i cittadini e le categorie a cui si rivolge l’attività legislativa. Per questo va rafforzato il legame tra i parlamentari e i gruppi di comunicazione di Camera e Senato con processi appositi e non derogabili e insieme con le associazioni sul territorio. I gruppi parlamentari di Camera e Senato devono coordinarsi maggiormente di quanto fatto finora con i gruppi di comunicazione e viceversa. L’integrazione dovrà avvenire anche tra esponenti di comunicazione a livello regionale e europeo con gli omologhi di Camera e Senato. Un gruppo di comunicazione trasversale. E’ fondamentale comunicare ai cittadini le nostre iniziative parlamentari, regionali, europee, consultare le associazioni ed evitare di sprecare tempo con le intermediazioni con i giornalisti, vera catena di trasmissione del Sistema. Il M5S deve assumere una figura di forza di Governo responsabile e moderata nei toni, pur rimanendo inflessibile nei suoi principi e nell’adesione al programma per cui è stato votato. Nel merito dei cambiamenti organizzativi: a Claudio Messora è stato chiesto di assumere la responsabilità del gruppo di comunicazione europeo, al suo posto al Senato subentrerà Rocco Casalino. A Nicola Biondo verrà affiancata per la comunicazione alla Camera Ilaria Loquenzi, attualmente assistente di Paola Taverna. A loro i migliori auguri per il compito difficilissimo che li attende. Aiutiamoli il più possibile. In alto i cuori!” Beppe Grillo, Gianroberto Casaleggio

D’altronde, le analisi (serie) sono ‘roba da vecchia politica’ -una frase del genere merita una promozione, ed infatti.
Non è sorprendente che il problema, per un partito che ormai fa solo comunicazione, sia stato individuato nella comunicazione, e quindi la soluzione la si trova in migliori processi comunicativi. Poi, si potrebbe osservare che essere forza di governo è ben altro che presentarsi come tale (per esserlo non ci sono neanche più le persone), si potrebbe puntualizzare che chi lo diceva mesi fa che la linea era sbagliata è stato bersagliato se non costretto a uscire (ho grassettato le frasi relative, la prima che fondamentalmente arriva, pianopiano, certo, all’idea che ha creato, a Bergamo, il Gruppo Reti, pur se non ci si schioda dalla comunicazione; e la seconda che sposa la linea che io e tanti altri abbiamo sostenuto dalle scorse elezioni, basta guardare i miei post prima del periodo di autocensura: essere inflessibili nei principi e nell’adesione al programma è tutt’altra cosa di urlare di esserlo, ed è sostanzialmente il contrario di quello che è stato fatto quest’anno; ovviamente, nessuno dei pezzi di merda di cui pullula ormai il M5S si sognerà mai di chiedere scusa a me e a tanti altri), si potrebbe chiedere perchè si aumenta l’integrazione fra i gruppi comunicazione e fra loro e i parlamentari e non fra gli eletti e la base, a cui viene assegnato il compito di propagandare e basta, e si potrebbero chiedere tante altre cose.

In realtà quello che esce da qui è l’ufficializzazione, l’arrivo conclusivo di una trasformazione del M5S in una struttura verticistica dedita alla propaganda. Chi decide saranno i comunicatori, controllati dalla ditta, gli altri a piazzare la merce. E chi non sarà d’accordo con la merce fornita deve andare fuori dai coglioni. In effetti, ci dice Marco Travaglio, in un editoriale di (non più così) rara stupidità, dopo lo scandalo Mose tutti dovrebbero chiedere scusa a Grillo e ai suoi ragazzi.

Si potrebbero chiedere tante cose, ma ho anche parecchio altro da fare, nella mia vita. Berlusconi ha markettato ‘forza Italia’, Grillo e Casaleggio il ‘vaffanculo’, non ci rimangono neanche le parolacce. Forse ‘Grazie’ è ancora disponibile… per cui: Grazie, Beppe.

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