Voci da dentro e fuori

29 marzo 2013 § 1 Commento

Segnali contradditorii da dentro e fuori il conclave del M5S.

Da fuori, Grillo accetta sul suo blog l’idea delirante secondo cui è il Parlamento che è sovrano (lo è il popolo, che lo esercita secondo Costituzione: la differenza fra i due concetti è enorme), e quindi può funzionare legittimamente senza un Governo, appoggiandosi sugli articoli 76 e 77 della Costituzione, articoli che si riferiscono alla titolarità del potere legislativo, e portano quindi fuori tema.

In verità, il Governo è assolutamente necessario nel nostro ordinamento, in quanto titolare del potere esecutivo: deve sempre esserci un Governo in carica. Ora, c’è il Governo Monti, sfiduciato e con un nuovo Parlamento, e quindi politicamente inesistente e giuridicamente a poteri limitati.

Deve sempre esistere un rapporto di fiducia fra Governo e Parlamento, in un Repubblica democratica-liberale di tipo parlamentare. Forse qualche suo amico ha letto la Costituzione per intero, e gli ha detto che non c’è scritto da nessuna parte che il Governo debba esserci, e quindi… In realtà, se non c’è Governo non c’è Parlamento.

La proposta di Grillo non solo è incostituzionale, ma è soprattutto contro la separazione dei poteri, principio costitutivo della nostra forma di governo e degli ordinamenti occidentali moderni.

Mi sembra una proposta illuminante sul momento attuale del M5S, da parte (del capo politico) di un Movimento che ha fatto del rispetto della Costituzione e della legalità uno dei cardini della sua proposta politica.

Essere polemisti va bene, sostenere posizioni insostenibili un po’ meno, soprattutto se si è voluti diventare il capo politico di una forza politica al 25%. Non capisco come non sia evidente a tutti come la cannibalizzazione del M5S da parte di Grillo faccia male ad entrambi.

Da dentro: ieri, i parlamentari hanno ovviamente risposto picche a Bersani, rimarcando con Vito Crimi che non ci sono le condizioni per votare un qualsiasi Governo di questi partiti, a guida Bersani o tecnica, e che l’unica possibilità è un Governo a 5 stelle. Ci sarebbe la congruità logica della dichiarazione: un Governo a 5 stelle dovrebbe ricevere la fiducia da qualche partito, ma se qualsiasi Governo votato da questi partiti fosse davvero inaccettabile allora anche il Governo a 5 stelle sarebbe inaccettabile.

Ci sono tante persone intelligenti, fra i 163+2, quindi mi rifiuto di credere che non pensino che queste siano posizioni intellettualmente e politicamente insostenibili. Mi rifiuto di credere, allo stesso modo, che il Movimento che fino a due mesi fa era ossessionato dalla legalità e dal rispetto della Costituzione sia cambiato fino a questo punto.

Quindi, due opzioni:

1. O davvero il M5S è diventato tutt’altro, e Grillo e gli altri sono ormai così immedesimati nei loro personaggio da non vedere più nulla oltre agli obiettivi ideologici;

2. Oppure si sta alzando la posta, ma nella disperazione: si vuole apparire completamente granitici, e totalmente anti-sistema da tentare di obbligare in ogni modo Pd e Pdl a unirsi contro i nuovi barbari. Così da mantenere il piano originario, di opposizione, perchè il governare è altra cosa, fuori dalla portata del M5S. Si è puntato tutto sull’allenza Pd-Pdl, non si vedono altre strade. Mentre Roma brucia.

Perchè, parallelamente, Martinelli non c’è più, arriva Nick il nero, sempre nominato allo stesso modo, e i parlamentari si vocifera siano furibondi. Furibondi anche contro la Lombardi, ma temo soprattutto a causa della linea politica insostenibile: hanno paura di andare a casa, e che vadano a casa in questo modo, avendo bruciato una gran fetta della credibilità del Movimento. Così Crimi ammorbisce un po’ la posizione, apparentemente, ieri sera, aprendo  appena appena a un dialogo per un possibile Governo senza Bersani (forse lentamente, ma magari dopo due settimane ci stanno arrivando).

Se non gestiscono bene la questione, se non pensano un po’ a fare politica, al prossimo tentativo di formare un Governo i 163 si lacereranno, o comunque avremo momenti drammatici e scene da film di terza categoria.

PS. Intanto, Vito Crimi è ormai un personaggio mediatico, quasi televisivo, grazie alle gaffe e a tutto il resto. Ne sentivamo proprio bisogno, noi e l’Italia, di un ritorno a quel tipo di mediaticità.

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§ Una risposta a Voci da dentro e fuori

  • Diego Gavazzeni scrive:

    Non sono d’accordo. Da quel che conosco dai miei esami di diritto pubblico/costituzionale, non vedo una motivazione ben precisa per il quale la prorogatio non si potrebbe fare.
    Mi sembra più una questione di interpretare la “filosofia” della nostra Costituzione, e in sostanza, se volessero farlo, e Napolitano fosse d’accordo, lo farebbero eccome. Perchè quando una cosa non è “detta” esplicitamente nella Costituzione allora entra in campo la “prassi”, e la prassi può anche creare nuovi precedenti.

    In ogni caso sarebbe una extrema ratio, qualcosa che tirerebbero fuori solo dopo una seconda tornata elettorale andata a vuoto.

    Oltre a Becchi, docente di filosofia del diritto, sono della stessa opinione anche veri e propri costituzionalisti come Andrea Manzella. Altri si son detti contrari, ma appunto, è questione di interpretazione più filosofica che altro.

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