Ebbene sì: ‘problema reale’ e ‘polemica pretestuosa’ non sono incompatibili (ovvero, la scoperta dell’acqua calda)

10 settembre 2012 § Lascia un commento

Quest’oggi ho avuto l’onore di essere gentilmente citato in un giornale online cittadino: ho scoperto così di essere in polemica con il gruppo di Bergamo del M5S.

Il meetup bergamasco (secondo il comunicato stampa pubblicato  SABATO)  riterrebbe che la discussione sulle dichiarazioni “decontestualizzate” di Favia sarebbe una “polemica pretestuosa” mentre il sottoscritto, scrivendo il VENERDI pomeriggio, avrebbe risposto loro che “No, il problema è reale”.

1. Mi piacerebbe essere in grado di prevedere il futuro con tale precisione, ma purtroppo non sono ancora in grado di rispondere IN ANTICIPO a domande, dichiarazioni, posizioni, e così via. Ma ringrazio i giornalisti per l’altissima considerazione che hanno delle mie capacità. In effetti, la frase attribuitami “No, il problema è reale”, io non l’ho mai scritta. Personalmente sono abituato, forse perchè lavoro in ambito accademico, ad aspettarmi che le citazioni siano scrupolosamente precise. Scopro che questa regola non vale per tutti. Ma ciò che è importante è che l’aggiunta del No cambia molto il significato comunicato: con No la polemica esiste (in quanto il No si riferisce al concetto precedente),  senza No la polemica non c’è.

2. In realtà, ho partecipato venerdì sera e sabato mattina alla stesura del comunicato stampa che, come tutti i nostri comunicati, è stato composto a più mani e pubblicato solo quando condiviso da una pluralità di persone, FRA CUI il sottoscritto. Secondo la redazione di bergamonews, io sarei evidentemente in polemica feroce non tanto con il gruppo di Bergamo, quanto con me stesso. No, a tutt’oggi non soffro di disturbi della personalità (grazie a chi non l’ha pensato).

3. Il fatto è che, e così scopriamo l’acqua calda, le due posizioni NON SONO INCOMPATIBILI. Sono compatibili ‘concettualmente’ (afferiscono a ordini diversi),  ‘processualmente’ (sono relative a momenti differenti nella produzione di significati), e ‘logicamente’.

PER CHI VUOLE APPROFONDIRE

Approfondisco solo l’aspetto che ho chiamato ‘logico’, e lascio stare gli altri due, perchè credo sia meglio stare sul semplice. Anche se questo è già un approfondimento, sono comunque obbligato a semplificare. Magari ci tornerò in altri post.

Il ‘problema’: come funziona il M5S

Il MoVimento è organizzato localmente: l’ambito di riferimento e di azione politica è quello comunale.  Ogni meetup è autonomo nelle sue decisioni, ed è responsabile di quello che fa. Per dirla in un altro modo: il M5S è nato come insieme di liste civiche, unite dalla certificazione di Grillo che permette l’utilizzo del simbolo. La certificazione è riconosciuta in base ai criteri formali scritti nel Non-Statuto: per esempio, nessun candidato può essere stato eletto in altri partiti, o avere procedimenti penali in corso, o essere stato penalmente condannato, ecc. I candidati e le liste condividono il Non-Statuto e dei temi d’azione espressi dal Blog di Beppe Grillo e da qualche altro documento, come la Carta di Firenze. Nel momento in cui il Movimento assunse dimensione nazionale, fu necessario dotarsi di un programma nazionale, che è stato composto dalle proposte e dal loro gradimento espresse sul portale del MoVimento, quindi con procedure sperimentali, ed assomma a un insieme di proposte sottoposte alla continua discussione pubblica (è quindi nella sua natura di essere diverso dai programmi elettorali partitici).

I singoli gruppi locali sono totalmente autonomi e, al loro interno, assolutamente democratici. In altre parole, il MoVimento non ha strutture sopra-comunali, perchè fino ad oggi la questione non si è mai posta da un punto di vista dell’organizzazione generale. Nelle regioni che in cui sono stati eletti dei rappresentanti del M5S (Emilia Romagna) sono state create delle reti, degli strumenti, ma stiamo ancora parlando di soluzioni sperimentali.

Come può un MoVimento nazionale essere non democratico, se un’articolazione nazionale non esiste? Il suo grado di democraticità potrà essere giudicata quando si sarà formata un’organizzazione nazionale (che poi i giornalisti e i commentatori trovino di loro interesse presentare i post di Grillo come posizioni politiche del MoVimento è altra questione: di fatto, non esistono posizioni politiche nazionali. Ciò che è condiviso è un nucleo concettuale, delle regole, e delle proposte – quelle del programma).

Ora che il M5S si presenta alle elezioni nazionali e regionali, e probabilmente avrà rappresentanti eletti al Parlamento nazionale, diventa assolutamente necessario creare una rete senza gerarchia, senza rappresentazione, che rispetti l’autonomia dei singoli gruppi ma che sia efficiente. Si tratta cioè di risolvere un problema davvero complesso, sia dal punto di vista organizzativo che politico: creare una struttura inclusiva, partecipata, in cui tutti hanno diritto a partecipare al processo decisionale, caratterizzata dalla massima orizzontalità, ma che non abbia strutture gerarchiche, cioè che aggreghi il consenso senza processi verticali (rappresentativi).

Questo è il problema organizzativo e politologico di cui parlavo, e che esista lo sanno tutti (certo, quelli che si informano). Tutto il MoVimento sta lavorando per risolverlo, non solo il gruppo di Bergamo: vogliamo arrivare pronti e funzionanti alle elezioni, stiamo crescendo, e faremo il possibile per rispondere alle speranze e alle aspettative dei cittadini che voteranno per noi.

La ‘polemica strumentale e sterile’

La polemica sulle dichiarazioni di Favia è strumentale e sterile, perchè riporta dichiarazioni antiche, fuori contesto, in uno sfogo personale, a cui è stato dato spazio per ragioni giornalistiche e politiche. La polemica è stata montata ad arte, e soprattutto senza alcuna relazione con le questioni esposte sopra. Per capire è necessario informarsi: per esempio, basta chiedere. Ma, soprattutto, anche se fossero state fondate allora, si riferiscono a un MoVimento che oggi non esiste più.

Il gruppo di Bergamo sta lavorando in prima fila per far crescere il MoVimento con Grillo e con tutti gli altri cittadini che hanno deciso di impegnarsi in prima persona. Stiamo avanzando delle proposte che ci pongono al centro di questo processo di crescita, ed è paradossale che un giornale bergamasco non capisca la portata di una questione che definirà la strutturazione della sfera politica in questo secolo, e non ‘veda’ alcuna notizia,  mentre testate nazionali la vedano benissimo e ci contattino.

PS. Mentre scrivevo questo post, ho avuto una veloce conversazione pubblica, su facebook, con un giornalista di bergamonews, a seguito della quale, alle 15.37, bergamonews ha deciso di togliere il virgolettato dal titolo. Per loro, con o senza virgolette la questione rimarrebbe identica… beati loro.

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