Le puttane intellettuali

7 settembre 2012 § Lascia un commento

Ho riorganizzato il sito, eliminando alcune pagine. Ma un paio di post mi seccava perderli, e quindi, anche se sono forse un po’ pesanti, ho deciso di ripubblicarli in due post distinti. Questo è il primo.

1. Nota preliminare: In una democrazia, il ruolo sociale svolto dagli intellettuali è particolarmente importante, perchè essi sono deputati alla gestione del dibattito pubblico e, quindi, a permettere sia ai delegati che alla stessa comunità politica di prendere decisioni in base ad informazioni il più possibile complete, certe, ed imparziali. Il principio democratico, in accordo in questo caso con i principi liberali, richiede quindi la totale autonomia della classe intellettuale. Se questo non fosse, si avrebbe un flusso delle informazioni indirizzato dal potere politico, economico, sociale, e un dibattito pubblico funzionale al potere, e che quindi lo rafforza.

2. In Italia, questi semplici corollari dei principi democratici-liberali non hanno, in generale, portato alla costruzione di una classe intellettuale conscia della propria funzione sociale collettiva. Le ragioni sono varie, che propongo non in ordine d’importanza e senza pretesa di completezza: la presenza pre-statuale del potere della Chiesa, la figura ideale dell’intellettuale impegnato come organico agli interessi di parte (qui l’intellettuale è certo conscio del proprio ruolo sociale, e quindi si mette al servizio di interessi di parte, il che normalmente implica la subordinazione al potere politico), il servilismo aziendalista enfatizzato dal berlusconismo, la sostanziale inesistenza di editori puri nel mercato della comunicazione di massa, il finanziamento pubblico all’editoria, e i meccanismi di mercato che ha portato recentemente all’importazione del giornalismo di mercato. Questi fattori hanno contribuito alla creazione della figura egemonica in campo culturale: quello della puttana intellettuale  (essendo comunque, il puttanismo, vizio italiano molto condiviso, l’idealtipo è declinato poi anche in molte altre sfere).

3. La puttana intellettuale è un soggetto istintivamente incline ad utilizzare la propria intelligenza in funzione delle necessità del potere. In altre parole, il suo ruolo sociale non deriva dalla superiore conoscenza, dalla rettitudine professionale, dalla sua capacità di utilizzare le tecniche del pensiero, ma dalla sua velocità nel confezionare argomentazioni, talvolta di una certa brillantezza, ma che comunque permettano la gestione del potere ai potenti. In aggiunta, la puttana intellettuale non è interessato a consigliare il potere, ma a rafforzare la volontà del potere, ed è quindi incapace di mantenere ferma una posizione dichiarata (la coerenza non è la sua miglior virtù). Le puttane intellettuali ovviamente esistono in tutti i paesi del mondo, e in tutte le democrazie, ma in Italia sono particolarmente apprezzate; lo sono così tanto da essere riuscite ad egemonizzare il dibattito pubblico.

4. Il dibattito pubblico italiano presenta una seconda anomalia, alla prima legata: il dibattito pubblico italiano è egemonizzato da giornalisti, cioè da una categoria la cui funzione sociale è quella di fornire conoscenza di fatti, e non di organizzare i fatti in funzione della loro spiegazione o comprensione. La dittatura dei fatti non porta alla conoscenza, ma alla costruzione di un dibattito pubblico che privilegia l’istantaneità, la superficialità, la fattualità, e l’omologazione. I dibattiti politici televisivi offrono così esempi di rappresentazioni rituali formalmente democratiche ma effettivamente consumistiche, conservatrici ed elitarie.

5. Come costruire un dibattito pubblico autonomo rispetto al potere? La regolamentazione dei soggetti che tradizionalmente partecipano alla creazione del dibattito pubblico non sembra tecnicamente complessa: basta inserire alcune norme che A. aboliscano qualsiasi finanziamento pubblico al settore editoriale; B. permettano l’esistenza di solo editori puri, e la partecipazione di aziende ad aziende editoriali solo sotto una bassa percentuale; C. aboliscano l’ordine professionale dei giornalisti.

6. Ciò che è più complesso è la regolamentazione delle nuove forme editoriali parcellizzate, cioè quelle che fondamentalmente utilizzano internet. Paradossalmente, infatti, è noto che un eccesso di informazioni non porta necessariamente ad una maggior conoscenza ma al contrario al rafforzamento delle conoscenze pregresse, e quindi alla minor conoscenza. Ma questa questione è complessa, e soprattutto esula dall’oggetto di questo post.

Tag:, , , ,

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Che cos'è?

Stai leggendo Le puttane intellettuali su Towards Transformative Politics.

Meta

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: