Qualche parola di chiarimento

18 ottobre 2011 § Lascia un commento

Prendiamo spunto dai commenti e dalle richieste di chiarimento avanzate da tutti gli amici a cui abbiamo chiesto una prima impressione sull’idea che ha dato vita a questo sito per spiegare meglio cosa stiamo tentando di fare.

1. Questo sito è un primo tentativo di costruire una piattaforma, un’arena, che permetta una costruzione allargata e condivisa di proposte politiche teoriche ma anche e soprattutto concrete. In altre parole, un luogo virtuale  di discussione e sintesi politica. Al momento, stiamo utilizzando wordpress,  piattaforma aperta che permette di aprire gratuitamente dei blog; per questo motivo, quindi, il sito appare sostanzialmente un blog. Ma abbiamo deciso di partire in questo modo per fare esperienza, capire cosa esattamente vogliamo fare e come farlo anche e soprattutto mentre lo stiamo facendo. Il sito definitivo avrà una forma decisamente diversa, e certamente sarà integrato con tutti gli altri strumenti disponibili in rete.

2. Per avere un’idea di quello che abbiamo in mente: duna sintesi fra un qualsiasi blog politico collettivo ed i seguenti: www.ourfuture.org/, l’ideas arena dell’Economist (www.economist.com/ideasarena), www.huffingtonpost.comwww.onemideast.org/open.salon.com

Ovviamente, la tecnologia di questi siti è al momento non a nostra disposizione, ma stiamo lavorando per capire esattamente di cosa abbiamo bisogno. In ogni caso,  l’idea fondamentale non è quella di creare una semplice arena on-line che permetta di dibattere liberamente, ma quella di un luogo in cui sia possibile la costruzione di una sintesi politica, magari tramite documenti condivisi (con strumenti wiki, per esempio) su cui costruire politiche concrete. Come potete vedere, abbiamo previsto una sezione (Idee di pensiero) dedicata alle discussioni teoriche (macro) ed alla costruzione di narrative, mentre una seconda (Idee d’azione) dedicata a questioni più immediate, che permettono di agire ‘sul territorio’ con proposte di miglioramento della vita di noi tutti (ancora su questo, vedi sotto, punto 5)

3. La benzina politica degli Indignati è fornita soprattutto dalla crisi. Quando questa si attenuerà, il movimento perderà molta della sua forza, se sarà ancora vivo. Eppure, riteniamo che la crisi sia il sintomo di processi più radicati e complessi: la migrazione di ricchezza economica e di potenza politica dall’Occidente all’Oriente e più in generale di ridistribuzione economica nel mondo,  la difficoltà della democrazia liberale di gestire questo processo perchè filosoficamente istituzionalmente creata nei secoli di ascesa prima e poi di supremazia economica, politica e culturale occidentale, il sempre più difficoltoso rapporto fra i pistoni del motore di supremazia occidentale (capitalismo, statualità, liberalismo, democrazia, tecnologia). L’incapacità di leggere questi macro-processi, e di offrire soluzioni politiche da parte delle classi dirigenziali occidentali dipende molto dal fatto che le narrative disponibili siano ancora quelle, fondamentalmente, di secoli fa. Questo periodo storico necessiterebbe di un cantore politico che offra una sintesi che permetta una gestione del declino, così come Hobbes cantò l’ascesa dello Stato occidentale anticipandone l’arrivo e fornendogli legittimazione.  Da un lato, non crediamo che un uomo possa oggi sintetizzare queste transformazioni; dall’altro, Hobbes rappresentò una delle punte di una discussione non singola ma collettiva di filosofia politica.

4. Il sito nasce quindi come collettivo, ma è necessario che questa collettività sia gestita. Per il momento, la gestione, l’immissione dei contenuti, e la moderazione è singola. La partecipazione alla gestione potrà allargarsi velocemente ma attentamente. In altre parole, non si vogliono né stronzi e neppure puttane (i primi sono tutti coloro suscettibili di passare sul cadavere degli altri per seguire il proprio tornaconto; i secondi quelli disponibili a vendere tutto quello che hanno, corpo o cervello, per il proprio tornaconto o uno spicciolo di visibilità; le due categorie non sono caratteristiche di genere, infestano l’Italia, non conoscono decenza, e sembrano non possedere alcun senso di giustizia). Per questo, in questo momento chi vuole partecipare potrà farlo solo se uno dei promotori si fiderà del suo non essere né stronzo né puttana. Ma, ripetiamo, il sito nasce come collettivo, come il nome scelto per l’amministratore chiarisce (Rossi è il cognome italiano più diffuso, Francesco e Giulia i più comuni degli ultimi anni avendo soppiantato quelli tradizionalmente più utilizzati dalle generazioni passate, Maria e Giuseppe).

5. Lo sforzo di creare proposte politiche concrete deve essere fattotramite canali e modalità nuove. Riteniamo che sia ridicolo utilizzare gli strumenti forniti dalla rete e dalla tecnologia legate ad essa esclusivamente per organizzare appuntamenti e manifestazioni di piazza o eventi in cui ci si divide in comitati per poi discutere. Gli strumenti della rete non hanno solo potenzialità mobilizzatrici, ma anche di offrire esperienze che costruttivamente ri-articolano il politico. Esistono competenze a cui i canali tradizionali di tipo partitico ed associativo non riescono ad accedere. Noi possiamo non sapere nulla di urbanistica a Milano, o di gestione dei rifiuti a Napoli, ma certamente esistono persone competenti ed appartenenti alla nostra generazione che possono offrire soluzioni irrituali a problemi sorti in quell’ambito e in quella città, se solo potessero farlo. Per un altro esempio: che il wifi possa essere fornito gratis dai comuni a tutti i cittadini è vero da, per quel che ne sappiamo, almeno dieci anni. Perchè si inizia a farlo solo oggi? Come è possibile inserire questioni di questo tipo nell’agenda politica subito, appena la tecnologia ce lo permette (invece di passare attraverso i canali corporativo-partitici? Dobbiamo chiederci come affrontare queste questioni politicamente, per creare processi politici che permettano di adottare soluzioni ai problemi che ci affliggono.  Non è complicato manifestare, quello che è davvero complesso è capire come possiamo essere migliori delle ultime generazioni che ci hanno preceduto.

6. Certamente, esistono questioni di costruzione di questo sito, sia tecniche che teoriche, che non abbiamo ancora affrontato e che necessitano già di essere risolte. Che tipo di criteri devono guidare la moderazione delle discussioni, per esempio, o chi può moderare una discussione; se la partecipazione possa essere libera ed aperta a tutti oppure filtrata tramite un’iscrizione al sito (e come evitare che una creazione di proposta sia deragliata o rallentata da utenti o ignoranti o pedanti o in malafede); come offrire sbocco politico alle eventuali proposte su cui si trova un accordo ragionevole, e così via. Come si dice, ci stiamo lavorando.

7. Ma questo tempo ha bisogno di proposte politiche forti, nulla di debole. Quello che non vogliamo è un semplice luogo di discussione, perché cullati dall’idea habermasiana che l’argomentazione permetta la trasformazione della realtà. Abbiamo bisogno di discutere per creare identità, ma soprattutto azione politica ragionale, immaginativa, concreta.

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