(Parallelo) La Grecia come nuovo modello.

21 giugno 2015 § Lascia un commento

Grandi pensatori italiani, tipo quel personaggino di Messora (di cui mi rifiuto di linkare il blog) ma sempe con Salvini in prima fila -Grillo ormai arriva sempre dopo-, inneggiano piu’ o meno apertamente alla Grecia plaudendo alla politica di Tzipras.

Ricordiamo quale sia la questione greca: un Paese che per decenni ha falsificato i bilanci prima per poter entrare nell’Euro e poi per rimanerci, evitando in qualsiasi modo di riformare -qualcuno direbbe modernizzare- il proprio sistema produttivo e vivere protetto nel mercato unico. Per poterlo fare, fa debito, ovviamente. A un certo punto, i nodi arrivano al pettine, e per evitare incertezze a tutta la zona euro e salvaguardare gli investimenti di banche europee, la Troika, cattivona per definizione, presta denaro ad Atene a tassi molto ma molto inferiori a quelli di mercato (in caso contrario, la Grecia era fallita da un pezzo), chiedendo però che qualche modernizzazione si faccia, ovviamente, così da evitare di dover continuare a prestare. Maledetti schifosi, schifosi fascisti tecno-finanziari!

Qualcosa la Grecia fa, si estende il prestito. Poi danno altri soldi, poi riestendono il prestito. Questo capita un po’ di volte. A un certo punto, i greci si stancano dei costi sociali delle politiche di modernizzazione, ed eleggono Tzipras. Promesse elettorali assurde, si raccontano palle, si flirta con la Russia, e così si difende il popolo greco. Ta dà.

In altre parole, abbiamo la situazione di un truffatore che si indebita mentendo e si rifiuta di ripagare i prestiti. Di piu’: accusa i creditori di essere degli oppressori. Nel mondo reale, ci si farebbe una bella risata e si butterebbe via la chiave. Ma siamo in politica internazione, e gli Stati hanno delle scappatoie, in quanto sovrani. Ci perdono in credibilità, ci perdono gli operatori economici, ma si può, ancora in una certa misura, sfuggire alle proprie responsabilità. Il buffo è che, nel mondo della politica italiana e piu’ in generale in Italia, e per niente sorprendemente, abbiamo frotte di persone inneggianti. Inneggiamo a chi non si assume le proprie responsabilità internazionali! Inneggiamo ai free-riders! Frotte di cervelloni che biascicano sull’ “Europa che o è solidale o non è”. Non c’entra niente la solidarietà, il sostegno dello Stato forte a quello debole, e robaccia connessa. Qui parliamo di come dovrebbero comportarsi gli Stati che rispettano le regole nei confronti di chi non le rispetta. L’Europa è se basata sulla responsabilità e sulle comprensione reciproca. Dopo quelli arriva la solidarietà.

Nel mio piccolo, le palle girano. Forse perchè i soldi prestati ad Atene sono pure miei? Lo sono: IMF, World Bank, BCE, EU, funzionano con i finanziamenti degli Stati membri, ovvero anche l’Italia. I soldi italiani sono soldi miei, visto che (per la miseria) le tasse le pago tutte.

L’errore europeo, forse, è stato quello di far entrare la Grecia nell’Euro per ragioni politiche, e sperare poi di riuscire a renderla piu’ europea, visto che tutti sapevano che i bilanci erano truccati. E temo sia stato un errore far entrare pure l’Italia, con quelle sue operazioni contabili di breve periodo.

Si lasci andare la Grecia, fuori da euro e magari anche dall’Unione visto che palesemente segue politiche, pure estere, incompatibili con quelle comuni. L’euro sopravviverà di certo, nessun problema per l’Unione, anzi forse solo vantaggi . La Grecia ha un gran futuro con Turchia a Sud e Russia un poco piu’ distante a Nord-Est. La sua competitività produttiva, inesistente, assicura benessere certo. Chissà perchè i greci corrono a svuotare i conti correnti.

Ps. Poi, credo che un accordo lo troveranno.

L’imbarazzante (e ignobile) dibattito pubblico italiano sull’immigrazione. Quattro ovvietà iniziali.

20 giugno 2015 § Lascia un commento

A memoria, davvero non ricordo un dibattito pubblico più penoso, irrazionale (o forse pienamente razionale, certamente gestito), e schifoso, di quello attualmente in corso in Italia sull’immigrazione. Anzi, parlare di ‘dibattito pubblico’ risulta eccessivamente generoso; in realtà, siamo di fronte a una cacofonia di idiozie schifose; schifezze idiote da cui qualcuno, però, ovviamente trae guadagno, politico o monetario.
Saltimbanchi della dialettica, sacerdoti del proprio tornaconto, capipopolo arrogantemente ignoranti, giornalisti markettari politici, politici ripetitori di cazzate e titillatori dell’altrui bassoventre. Non si può leggere, per esempio, sul maggior quotidiano italiano che “il modello Schengen è stato abbattuto a Ventimiglia”. Ma proprio per niente, vuol dire non sapere o capire la ratio di Schengen. Salvini, bontà sua, ha pronta una squadra di professori per scrivere il programma. Di professori ce ne sono un tanto al chilo, speriamo riescano a ridurre il numero di stupidaggini ignobili che escono dalla sua bocca. Menzione speciale per i leghisti alla ricerca del merito. Una barzelletta.

Alcune ovvietà:
1. Schengen disciplina la libera circolazione di persone all’interno del territorio dei paesi firmatari, rafforzando la cooperazione di polizia e i controlli alle frontiere esterne. Quali persone sono libere di circolare? I cittadini degli Stati firmatari e degli associati, e di paesi terzi entrati regolarmente in uno degli Stati. Vuol dire che ai migranti irregolari non si applica Schengen. La Francia chiudendo le proprie frontiere ai migranti irregolari in uscita dall’Italia non viola Schengen. Al contrario, lo rispetta. Esiste poi un trattato specifico fra Italia e Francia, firmato da Prodi, che puntualizza la questione: la Francia può rimandare in Italia i migranti irregolari che da lì arrivano.

2. In piu’, c’è pure la Convenzione di Dublino, che si basa su un principio molto semplice, e ragionevole: lo Stato di prima accoglienza si occupa delle procedure di controllo sulle domande di visto ed asilo. Vuol dire che lo Stato italiano deve accogliere e trattenere i migranti fino alla decisione se concedere o meno titolo di permanenza. In altre parole, i migranti che arrivano in Italia devono rimanere in Italia fino all’accoglimento o al rigetto delle domande di asilo. Se la decisione è il rigetto, devono essere rimandati indietro. Se invece è di accoglimento, essi poi possono circolare liberamente nell’area Schengen. Che fa l’Italia invece? Li accoglie, e poi chiude due occhi e permette loro di lasciare il territorio italiano. Una politica tradizionale, non nuova, con punte da barzelletta durante il periodo di Maroni ministro degli interni (le leggende, raccontate anche in Europa, parlano di soldi dati sottobanco ai migranti dal quel glorioso ministro per pemettere ai migranti di pagarsi il treno fino in Germania, Svizzera, Francia (ecc.) e così svuotare i centri d’accoglienza pugliesi al collasso). L’Italia non rispetta i trattati, a volte agli altri Paesi girano le palle. E quindi legano la richiesta di fondi europei che arriva dall’Italia a un controllo europeo sulle procedure di accoglienza. Che vuol dire: sospettano che l’italia prenda i soldi e poi prosegua con la politica di non controllo. Questi malfidati. Oppure fanno rispettare i trattati. Questi schifosi.

3. Arriviamo a un primo punto fondamentale. I migranti che arrivano in Italia, mi spiace tanto per chi se ne frega dei numeri, sono pochi. Ripeto: sono pochi. In termini assoluti, e relativi. Trovatevi le statistiche europee (eurostat, su internet). Perchè i grandi paesi europei rispondono picche all’Italia? Perchè da sempre ne accolgono di piu’ di quello che fa l’Italia. E non solo li accolgono, ma li devono pure integrare. L’Italia, invece, fondamentalmente li deve solo accogliere, dare o negare i visti, e poi farli partire, perchè l’Italia è paese di passaggio, pochi migranti vogliono rimanere qui. Noi abbiamo sindaci di paesi di qualche migliaio di cittadini che si rifiutano di accogliere temporaneamente, qualche mese, tre o quattro migranti. Barzellettieri. Il fatto è che negli ultimi anni il flusso di migranti in arrivo in Italia via mare è oggettivamente aumentato molto, da risibile è diventato di media entità (valutazione generosa). Ma in un Paese che da venticinque anni non ha politiche di gestione dell’immigrazione se non di criminalizzazione, questo aumento è ingestibile, e ha fatto esplodere la percezione che i migranti siano tanti. Ripeto ancora: non è così, nè in termini assoluti, nè in termini relativi.

L’Italia che accusa l’Europa di non si sa che è a livello del ladro che sostiene che il reato di furto dovrebbe essere abolito, e che accusa i poliziotti di averlo arrestato. Quantomeno imbarazzante, e ben oltre il ridicolo. Siamo all’ennesimo fallimento epocale di tutta una classe politica, di vecchi e nuovi, e di un Paese che non ha piu’ alcun pudore.

4. Arriviamo a un secondo punto fondamentale: quasi tutti i migranti attuali, e in particolare i migranti libici, eritrei, e siriani, devono essere accolti in Italia non a causa dei trattati europei, di Schengen, Dublino, Merkel, Troika, Bilderberg, e cicciobello, ma della Costituzione italiana. Art. 10. Regole interne, non esterne. Parlate di riformare la Costituzione, voi ‘onesti’, non biascicate contro l’Europa.

In questo caso, c’entra poco.

Ps. Affronterò altri punti nei prossimi giorni.

Nelle librerie (accademiche) tedesche, un testo fondamentale

17 aprile 2015 § Lascia un commento

E’ uscito un volume, tedesco, a cui ho contribuito con un capitolo scritto l’anno scorso, in Agosto, parallelamente al sollazzo d’estate-autunno irlandese, sulle possibili strategie politiche che l’Unione europea potrebbe/dovrebbe utilizzare nel relazionarsi con attori islamisti.
Ovviamente, indicazioni di policy che non saranno seguite. Ma, intanto, sono lì fuori.

Sotto la locandina, con persino possibilità di ordinarlo, qui il link.

FLYER_Neuss_1609-8_engl

L’operazione politica del Direttorio M5S

2 dicembre 2014 § Lascia un commento

Qualche giorno fa ho cercato di chiarire il significato esatto della nomina, da parte di Grillo (e Casaleggio), di cinque deputati come ‘garanti’, essendo lui ‘stanchino’, poi validata dalla ‘rete’ (ovviamente, se la rete fosse composta da 27.000 persone, posto che questo dato sia vero, facebook e tutte le altre aziende che offrono servizi in rete farebbero la fame o, meglio, non sarebbero mai nate).

Politicamente, è abbastanza pacifico che l’operazione mira a ridare respiro al M5S, permettendo ai suoi rappresentanti una maggior libertà d’azione rispetto a norme (oggettivamente discutibili) che, imposte per necessità contingente di breve periodo, nel tempo si sono solidificate devastando ogni margine d’azione politica. Per qualche esempio: la difficoltà politica di utilizzare il mezzo televisivo, l’alto costo politico interno di dialogo con altre forze politiche, la dipendenza dalla figura di Grillo, la litigiosità fra le fazioni, e così via.

L’operazione, però, non è politicamente semplice, perchè deve superare alcuni scogli:

– prendiamo ad esempio un’operazione analoga e recente, quella compiuta dalla Lega Nord dopo gli scandali che toccarono la guida carismatica del partito e il suo cerchio di fiducia, cioè la classe dirigente leghista. In quel caso, vi fu un traghettatore (Maroni) che faceva parte della classe dirigente ma non fu toccato dalla delegittimazione, prima di dare spazio a una nuova dirigenza già promettente ma ai margini del cerchio bossiano, che sono riusciti a riformulare la proposta politica. I due passaggi furono votati all’interno del partito, e soprattutto la Lega ha avuto parecchia fortuna.
I cinque saranno in grado di compiere l’operazione? E, soprattutto, saranno in grado di lasciar spazio a qualcun altro? Io dubito. Sono stati votati, più o meno, ma mi sembrano scelti non come traghettatori, ma già come nuova dirigenza, e di facciata. Il problema è che tutti e cinque sono un po’ troppo, seppur in misura diversa, parte della vecchia dirigenza, e il legame con grillo e casaleggio rimane fortissimo.
Poi, saranno baciati dalla fortuna? Sia di essere animali politici di razza (come Salvini, che per me è persona disgustosa, ma è oggettivamente bravo a fare il suo lavoro) che di trovare una congiuntura favorevole che avversari politici che lasciano spazio.

– Il partito deve rimanere compatto durante i passaggi. E non lo è affatto. Per cui non c’è altra scelta che compattarlo. Questa scelta obbligata implica la scissione o altre espulsioni. Prima questo succede e meglio è per il M5S. Sopravviverà il M5S a una separazione conflittuale, oppure la già evidente perdita di consenso ed attivismo sarà ulteriormente accentuata?

– Infine, ci sono le norme interne del M5S. Per un esempio, che non molti hanno puntualizzato perchè è realtà che esiste già: i cinque garanti sono parlamentari, cioè sono pagati dai cittadini per fare un lavoro preciso, non per occuparsi del proprio partito (e questo è, secondo la retorica stellata, comportamento da partito). Invece, ora è ufficiale. Poi, ci son tutte le altre norme. Riusciranno a rottamare il vecchio M5S così completamente? Quanti non accetteranno il passaggio?

Le mie risposte a queste domande si conoscono già.

In ogni caso, in bocca al lupo.

Il significato del ‘Direttorio’ M5S

30 novembre 2014 § 2 commenti

Ho letto vari commenti sulla questione,quasi nessuno che chiarisca la questione. Preferisco quindi puntualizzare quale credo sia il significato esatto della decisione di Grillo di nominare cinque deputati come ‘gestori’ del M5S.

1. La decisione e’ una violazione palese del secondo comma dell’art.4 del Non Statuto, che qui riporto: “Il MoVimento 5 Stelle non è un partito politico né si intende che lo diventi in futuro. Esso vuole essere testimone della possibilità di realizzare un efficiente ed efficace scambio di opinioni e confronto democratico al di fuori di legami associativi e partitici e senza la mediazione di organismi direttivi o rappresentativi, riconoscendo alla totalità degli utenti della Rete il ruolo di governo ed indirizzo normalmente attribuito a pochi.”

Che vi sia stata una votazione successiva a legittimare l’operazione e’ irrilevante. La legittimazione democratica non legittima mai la violazione del diritto: politica e diritto appartengono a due insiemi diversi, e su questo e’ costruito l’ordine costituzionale. Non stiamo parlando di noccioline.

(Dal punto di vista politico, il M5S abbandona definitivamente qualsiasi pretesa di natura democratica, oltre che di assumere fra i suoi valori la legalita’, ma questo e’ oggettivamente secondario).

2. Se il ‘Garante delle regole’ puo’ violare in modo fragrante l’impegno che accomuna gli iscritti, cioe’ il legame che li unisce. ecco che l’impegno, e il legame, non esiste piu’. Il M5S non esiste piu’, quello che stanno formando e’ altro (io credo sia una natura morta, ma questa e’ la mia opinione personale). Il legame ufficiale, dopo che ufficiosamente lo e’ da tempo, e’ oggi la fedelta’ alla struttura.

3.Gli attivisti rimasti nel M5S entrano in un partito nuovo. Il paradosso e’ che rimanendo nel M5S tradiscono l’impegno preso quando sono entrati, non rispettano la parola data. Per moltissimi rimasti e i nuovi arrivati questo non e’ un problema, ma per qualche altro lo dovrebbe essere. Questo vale sia per gli attivisti che per gli eletti del M5S. Restando al proprio posto come rappresentanti del nuovo soggetto tradiscono le promesse  e l’impegno preso di fronte ai cittadini.

Nessuno puo’ evitare la scelta. Fatela in coscienza, perche’ non e’ una scelta di convenienza, e’ una scelta etica.

Ps. Poi, a seconda della scelta, andate a cercare chi da tempo si e’ messo a costruire. O andate al bar, allo stadio, in famiglia; fate quel che volete.

Isis: giudicate voi

20 ottobre 2014 § 1 commento

Mi è arrivato un paio di giorni fa, tramite fonti inusuali, il quarto e corrente numero di Dabiq, il magazine che il servizio di propaganda dell’Isis propone in varie lingue (qui trovate tutti i quattro numeri, in inglese).
Guardandolo, e dopo le dichiarazioni dal palco alla festa del M5S dell’altro fine settimana ancora fresche nella mia mente (fra il moltissimo discutibile, spiccano le affermazioni secondo cui in Nigeria l’Ebola è fuori controllo nel 40% del territorio mentre nel restante 60% regna il gruppo islamista Boko Haram, e nella Grecia piegata dalla Troika i cittadini si iniettano il virus dell’Hiv per poter accedere a sussidi statali; stupidaggini belle e buone, e vari commentatori le hanno già esposte), mi è tornato alla mente il notorio scritto di Di Battista, pubblicato dal blog di Grillo, quello che mi fece sufficientemente infuriare da interrompere rapporti con chi, in una qualsiasi misura, giustificava quanto sostenuto dal deputato.

Parallelamente, arriva il nuovo numero di limes, con un articolo a firma Anna Maria Cossiga, una delle figlie del Presidente, docente di antropologia culturale. Lei sostiene, in modo molto piu’ corretto e raffinato, l’argomentazione di Di Battista, per commettere lo stesso errore fondamentale, che sospetto sia figlio di un multiculturalismo francamente degenerato. La comprensione e l’analisi sono una cosa, il policy-making sono un’altra. Discutere degli errori e responsabilità occidentali in Medio Oriente, del ‘senso’ dell’Isis in quanto rifiuto della modernità politica costruita sullo Stato-nazione, della fine del sogno moderno, e’ esercizio che faccio giornalmente con un sacco di miei colleghi. Trasportare poi l’analisi nel policy-making trascendendo le responsabilità individuali, e i rapporti di potere esistenti, vuol dire proporre una politica irreale e soprattutto a-valoriale (cioe’ apolitica, un non senso) o, generosamente, espressione di valori francamente amorali. In effetti, e’errore fondamentale che porta a errori secondari notevoli: equiparare Ira ed Eta all’Isis e’ risibile; sostenere che la fine del terrorismo dell’Ira e dell’Eta sia giunto a conclusione a causa dell’apertura del dialogo con loro e’ controintuitivo all’argomentazione principale: Eta e Ira sono movimenti indipendendentisti, che cercano cioe’ di creare uno Stato-nazione, contrariamente all’Isis che cerca di distruggerlo. In aggiunta, l’apertura del dialogo fu possibile perche’ erano movimenti che politicamente avevano gia’ concluso la loro traiettoria anche e soprattutto a causa dell’uso della violenza politica. In aggiunta, erano incentivabili a dialogare (oggi, un esempio un pochino piu’ calzante sarebbe quello con Hamas, se proprio bisogna farne uno).

In parole semplici: le cause, le ragioni di un comportamento appartengono a un insieme, la gestione del comportamento nel breve periodo (come e’ spesso la politica) appartiene a un altro insieme. Cosi, posso capire che chi mi vuole dare un pugno lo fa perche’ pensa che io gli abbia rubato la macchina, ma intanto evito il pugno, poi lo blocco. E poi chiarisco.

Non sostengo che non sarà mai possibile o giusto o necessario o morale dialogare con l’Isis legittimandolo. Ma certamente oggi e’ posizione debole  accademicamente, discutibile politicamente, e di difficile giustificazione etica.  In verità, attualmente la lettura di policy-making e’ abbastanza semplice: l’Isis, la cui legittimazione deriva da davvero tante dinamiche storiche di lungo periodo in cui l’Occidente ha un ruolo di primaria importanza, e’ comandato da un gruppo di psico- e sociopatici,  non c’entra assolutamente nulla con l’Islam, queste persone non vogliono dialogare ma ucciderci, e lo affermano decisamente ed apertamente.

Nell’ultimo numero di Dabiq, un magazine ben fatto e pensato per occidentali ed occidentalizzati (chi conosce le riviste arabe noterà subito la diversità), si legge robetta tipo:
“Every Muslim should get out of his house, find a crusader, and kill him. It is important that the killing becomes attributed to patrons of the Islamic State who have obeyed its leadership. This can easily be done with anonymity. Otherwise, crusader media makes such attacks appear to be random killings. Secrecy should be followed when planning and executing any attack. The smaller the numbers of those involved and the less the discussion beforehand, the more likely it will be carried out without problems. One should not complicate the attacks by involving other parties, purchasing complex materials, or communicating with weak-hearted individuals. “Rely upon Allah and stab the crusader” should be the battle cry for all Islamic State patrons.”

Traduco velocemente: “Ogni musulmano dovrebbe uscire di casa, individuare un crociato, e ucciderlo. E’ importante che l’uccisione venga attribuita a seguaci dello Stato Islamico agli ordini dei suoi comandanti. Lo si può fare facilmente senza essere individuati. Altrimenti, i media crociati [=occidentali] faranno apparire quegli attacchi come omicidi casuali. La segretezza è essenziale nella pianificazione e nell’esecuzione degli attacchi. Minore il numero di persone coinvolte e minori le discussioni preparatorie, maggiori le possibilità che l’attacco venga eseguito senza complicazioni. Non si dovrebbero complicare gli attacchi coinvolgendo altre parti, comprando materiali complessi, o comunicando con individui dai cuori deboli. “Affidati ad Allah e accoltella il crociato” dovrebbe essere l’urlo di guerra per tutti i seguaci dello Stato islamico”.

Oppure “We will conquer your Rome, break your crosses, and enslave your women, by the permission of Allah, the Exalted. This is His promise to us; He is glorified and He does not fail in His promise. If we do not reach that time, then our children and grandchildren will reach it, and they will sell your sons as slaves at the slave market”.

Traduzione: “Conquisteremo la tua Roma [=Washington D.C.], spezzeremo le tue croci, e faremo schiave le tue donne, con il permesso di Allah, l’Elevato. Questa è quello che Lui ci ha promesso; Egli è ammantato di gloria e rispetta sempre quel che Lui promette. Se noi non riusciremo a farlo nel tempo a noi concesso, allora lo faranno i nostri figli e i nostri nipoti, e venderanno i tuoi figli come schiavi al mercato degli schiavi”.

In ogni caso, leggete, guardate, e giudicate voi. Guardate la glorificazione della morte e l’esaltazione della violenza, la patinatura persino della violenza, leggete le discussioni in merito alla schiavitu’, e tutto il resto.

Per quel che mi riguarda, non sono sicuro di meritarmi che il Vicepresidente della Commissione esteri del Parlamento italiano propugni posizioni di questo tipo. Lo paghiamo per non confondere Isis ed Hamas. Neanche son sicuro di meritarmi che il secondo partito italiano, invece che prendere a calci nel sedere un esponente del genere, lo glorifichi.

Ma, si sa, ce l’ho con il M5S perche’ sono rancoroso.

PS. La professoressa Cossiga e’, invece, ovviamente liberissima di proporre le sue argomentazioni, e di averle criticate e confutate. Il perche’ spero sia evidente.

Quick on Hamas

17 ottobre 2014 § Lascia un commento

Another interesting read on the latest Hamas discursive efforts: http://thehill.com/blogs/pundits-blog/international/220783-hamas-is-going-through-a-rough-patch-so-what-is-it-singing
Inside is not really the outside.

Oil prices down, what is going to happen?

17 ottobre 2014 § Lascia un commento

A simple link, an interesting read: http://www.theguardian.com/news/datablog/2014/oct/16/datablog-low-oil-prices-chill-producer-economies

Mogherini e l’Unione

3 settembre 2014 § 2 commenti

Qualche giorno è passato dalla nomina di Federica Mogherini alla carica di Alto Rappresentante. Devo dire che ero scettico sulla possibilità che Renzi ce la facesse a farla passare, anche a causa della nazionalità del Presidente della BCE. O forse, speravo che non ce la facesse.
Non ho un’opinione particolarmente accesa sulla Mogherini, la quale peraltro si occupa di politica estera da ormai vent’anni. E’ probabilissimo che non farà grossi scivoloni, e ciò che ha dichiarato dopo la nomina non è immaginifico ma non merita neanche censure particolari (per un esempio). E’ una politica e diplomatica: non sono previsti fuochi d’artificio.

Credo che il fatto che Renzi sia riuscito a farla eleggere a quel ruolo importantissimo per l’attualità e il futuro dell’Unione dia però ulteriore indicazione di due trend intersecati:

– L’Unione Europea non è in grado di trasformarsi, di diventare un attore internazionale pieno per poter sopravvivere alle dinamiche internazionali attuali. O, meglio, non ne sente l’urgenza, che in realtà è drammatica. L’Unione Europea, se non si crede alla retorica comunitaria, è sempre meno rilevante, ha sempre meno leverage nei confronti degli attori importanti, negli scenari internazionali da cui derivano le minacce maggiori alla propria sicurezza (Est e Medio oriente), ha sempre meno risorse, non ha gli strumenti per affrontare quello che qualcuno ha chiamato ‘il ritorno della geopolitica’ da un lato e l’esplosione della non politica dall’altro. In secondo luogo, la sicurezza europea è ormai di competenza europea, gli Stati Uniti sono ormai totalmente disinteressati a farsene carico. Il risultato è che prima l’Unione si doterà degli strumenti ideali, politici, e militari per poter provvedere davvero alla propria sicurezza e meglio sarà per tutti, e non solo per i cittadini europei. L’Unione europea non può permettersi di rimanere ancora in mezzo al guado, stretta fra dinamiche comunitarie e interessi degli Stati membri, ma sembra non avvertirlo. Il primo e precedente Alto Rappresentante, la baronessa inglese Chaterine Asthon, era stata nominata in quanto figura debole, come in realtà indicava già la sua nazionalità (gli inglesi storicamente non sono mai stati molto interessati a costruire una politica estera europea forte, perchè i loro interessi nazionali sono maggiormente sicuri attraverso i mantenimento dello stretto rapporto con gli Stati Uniti), e infatti non è riuscita a ‘riempire’ il proprio ruolo e produrre alcunchè. La Mogherini sembra nomina derivante dalla stessa razionalità. In altre parole, gli Stati vogliono tenersi massima libertà d’azione, la Mogherini può incontrare gente, sorridere, e stringere mani. Il rafforzamento delle forze ‘isolazioniste’ interne all’Europa non aiuta, ovviamente, il processo di rafforzamento della centralità e dell’unità d’azione politica dell’Unione.

– i capi di governo degli Stati più importanti, in particolar modo la Germania, la Gran Bretagna, e la Francia, per ragioni diverse sembrano interessati a non esporre sè stessi e i propri paesi ai pericoli di una leadership necessaria. E quindi danno corda a Renzi, sfruttano la sua effervescenza, offrendogli più di quello che l’Italia meriterebbe in rapporto al suo status, ne assecondano lo slancio, finchè dura. 

In bocca al lupo a Federica Mogherini, qualche giorno in ritardo. Il futuro europeo probabilmente deve ancora aspettare. Sempre che aspetti.

Questi tuttologi, un dramma che ci condanna al sottosviluppo.

23 agosto 2014 § Lascia un commento

Da molto tempo noto come moltissimi diventino, nello spazio di qualche click, tuttologi, portatori di conoscenze ottenute in qualche secondo e che possono tranquillamente sfidare quelle costruite in una vita. 

Prima eran tutti esperti di trattamento di rifiuti, poi diventano tutti costituzionalisti, per non parlare della facilita’ con cui si possono maneggiare le variabili di economia monetaria, o della geopolitica, o dei processi di radicalizzazione islamista, del conflitto israeliano-palestinese, e via di seguito. Sempre con opinioni nette, qualche riga non di più, e spesso loro scoprono sempre la verità che non e’ mai quella ufficiale. Grillo e’ il grande esempio e, d’altronde, ha avuto successo. Che Travaglio si occupi di cronaca giudiziaria, che Jacopo Fo si occupi di non so cosa, che Di Battista sproloqui a casa sua. Abbandoniamo le sirene alla mitologia, le cospirazioni alla ricerca, e mettiamoci a ritornare alla serietà. 

Io non vado a dire al medico come curare il cancro, non so niente di architettura, poco di meccanica, non so da dove cominciare con la chimica e la biologia. Confesso pubblicamente di sapere qualcosa,  e non tutto, di scienza politica, politica internazionale, diritto, economia, sociologia, storia, filosofia. Fine.

Prima ci liberiamo di questa intossicazione collettiva, recuperiamo un po’ di umiltà, ci ricordiamo di ‘sapere di non sapere’ e meglio e’ per tutti. Non c’e’ niente di peggio di non capire quello che si legge, il non saper discernere fra le fonti, il non essere in grado di discriminare e valutare le informazione. Un gran calderone di tutto, pieno di relativismo, che legittima il potere a fare i suoi comodi. Mentre sprofondiamo sempre più.

robertofiorendi's Blog

pensieri in parole

il blog di alessandro quarenghi

Content Item

il blog di alessandro quarenghi

Foreign Affairs

il blog di alessandro quarenghi

Content Item

il blog di alessandro quarenghi

il blog di alessandro quarenghi

Giulio Cavalli

Teatro, libri, politica e legalità

[ciwati]

il blog di alessandro quarenghi

Al Akhbar English

il blog di alessandro quarenghi

The Daily Star >> News

il blog di alessandro quarenghi

Ian Black | The Guardian

il blog di alessandro quarenghi

ResPublica

il blog di alessandro quarenghi

Syria Comment

il blog di alessandro quarenghi

SiriaLibano

"... chi parte per Beirut e ha in tasca un miliardo..."

Paul Krugman

il blog di alessandro quarenghi

The Grumpy Economist

il blog di alessandro quarenghi

Send Down the Basket!

Arab-Russian literary ties and other adventures in culture

Qifa Nabki

News and commentary from the Levant

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: