La morte di un soggetto politico

16 luglio 2014 § Lascia un commento

Per chi conosce le persone, le loro posizioni, i taleb e i non taleb. Sappiamo che da tempo il meetup regionale non conta nulla, e l’attuale m5s e’ fuori da li, ed utilizza il telefono e gli incontri personali.

Detto questo, se siete interessati ed avete qualche minuto di tempo il mio consiglio e’ di provare a leggere questa discussione (nella desolazione delle discussioni, che semplicemente non ci sono piu’ su quella piattaforma). Per me, ne emerge violento lo smarrimento di quasi tutti, il tictoc dell’orologio politico che scandisce gli ultimi momenti, e la passione che si disperde inesorabile. Un’agenzia di comunicazione non e’ politica. Senza quelli che fanno le feste dell’unita’, il pd sarebbe morto da un pezzo. E facebook non e’ la risposta contemporanea, perche’ strutturalmente non offre il tipo di aggregazione collettiva che serve a un soggetto politico per durare nel tempo. La offre per nascere, estemporaneamente, non per durare.

Questa volta, mi sembra davvero molto triste.

http://www.meetup.com/lombardia5stelle/boards/thread/45420112/0/

Dewsbury: La sovranità grillina

22 giugno 2014 § Lascia un commento

Eccellente post.
Il M5S è destra profonda, e mi spiace per chi disquisisce. Solo ignoranza e piacere d’essere carne sacrificale.

On understanding sectarianism

19 giugno 2014 § 1 commento

Ibrahim, as usual excellent, with an interesting short piece on sectarianism as a political strategy.

From a theoretical perspective, the important point is the following, which I copy below for those who do not feel like reading the whole article or are not that interested in such issues:

“To bring the cases of Iraq and Syria into a greater Asian context, it is perhaps better to disaggregate sectarianism from anti-Shi‘ism. In Syria and Iraq, mobilization in terms of regime security and intra-state conflict has coalesced along sectarian lines, rather than sectarian differences serving as the casual factor in creating a sectarian state or militias”. In other words,

“Rather than view sectarianism or the mobilization of politics along sectarian lines in the Middle East as a root cause of conflict, it could be better categorized as a strategy of patronage politics”.

Which is to say: Religion, as any other potentially bonding feature, has been effectively used by power-holders or power-seekers to establish a group identity based on the dicotomy enemy-friend.

EXtreme summary: Politics in its essential nature, religion is accidental.

Ancient War Manual Said to Be Secret to Jihadi Group’s Success

18 giugno 2014 § Lascia un commento

aquarenghi:

I am not sure, but there is no doubt ISIS is surprising in its success (yet it is unlikely to last, ancient manual or not).

Originally posted on Qifa Nabki:

arabic-msAs one Iraqi city after another has fallen to the jihadi juggernaut that is ISIS (or ISIL), military and intelligence experts have been baffled by the group’s stunning victories on the battlefield. Whether humbling the US-trained Iraqi army, surviving relentless bombardment by the Syrian Air Force, or fighting toe-to-toe with Hizbullah and IRGC special forces commandos, this motley crew of unkempt radicals and rootless cosmopolitans in medieval garb is a YouTube-sharing, hashtag-tweeting, fatwa-issuing paradox.

That is, until now. High-level sources at the Pentagon have confirmed to TheQnion that they have unlocked the secret to ISIS’s (or ISIL’s) success: a medieval Islamic manual on the art of war, long thought to have been lost.

“It’s of a piece with their old-timey kind of aesthetic,” said one source who commented on condition of anonymity. “They wear the clothes, they’ve got the black banner, they’ve got the project to re-establish the caliphate…

View original 749 altre parole

Ops, cambiate teste che io cambio strategia

16 giugno 2014 § 1 commento

Trovo straordinario leggere oggi interventi di talebani arrabbiati che ieri propagandavano, sempre in maiuscolo, in italiano stentato infarcito di parolacce (CAXXO PS AFFANCULOOOOOO MEEEERDE…!!!!!!!!!), gli insulti e le stupidaggini del blog. Oggi si é abbandonato il maiuscolo, l’ italiano migliora, e ci si affanna ad argomentare la giustezza della nuova linea M5S, ovvero la richiesta al Pd di dialogo sulla legge elettorale, non firmata da Grillo e Casaleggio ma dai gruppi parlamentari.

Alcune cose cambiano, la dignitá non la si compra al mercato.

Ora, io dovrei esserne contento, perché é un tipo di strategia che ho sempre sostenuto, e quindi apprezzare. Purtroppo ció che era giusto IERI non é detto che sia giusto OGGI. Regolina: non si cerca la negoziazione in posizione di relativa debolezza e a meno di essere costretto, la si cerca in posizione di relativa forza. E il M5S non é cosí debole da doverla cercare.
Soprattutto, é tardi, troppo tardi, la credibilitá é andata, e questa giravolta la erode ancora di piú. Essere forza di governo é ben diverso dal presentarsi come tale.

Oggi Renzi li tratta come bambini (‘lo streaming lo chiedo io, e basta giochetti’), e lo fa giustamente. Oggi sará Renzi a chiedere al M5S di veder le carte, e questo vuol dire i voti a favore. É pronto il M5S a votare con il governo Pd? La situazione é opposta a quella con Bersani, e Renzi fará quello che deve fare, contrariamente a quello che non fece il M5S. Perché a Renzi conviene: da questa giravolta ha ottimissime probabilitá di uscire rafforzato, meno esposto alla riorganizzazione del centrodestra ed ai calcoli di Berlusconi.

Quello di cui sono contento é che probabilmente alla fine qualche riforma in piú sará fatta, e magari anche migliore, e quindi se ne gioverá l’ Italia.

Ma il M5S ci ha pensato bene?

PS. In veritá, e lo ripeto per l’ ennesima volta: i parlamentari, Grillo, e Casaleggio sono politicamente incompetenti. E questa mossa accelera, se possibile, la morte del M5S. Fuori tempo, fuori tempi politici, fuori regole politiche, fuori tutto. Non avrebbe piú senso, visto che non si sono elezioni importanti a breve, rimettersi a lavorare sull’ essere forza di governo, creare organizzazione e modalitá decisionali reali, costruire processi decisionali e selettivi serii, invece che far finta di esserlo forza di governo? Uno dei problemi genetici della ditta, la comprensione della politica esclusivamente come comunicazione, colpisce ancora. Almeno, le poche persone con dei contenuti rimaste nel M5S saranno insultate di meno, a questo giro. O forse no.

#unarisataviseppellirà (o movimento “mafioso”)

13 giugno 2014 § Lascia un commento

Ieri, quando ho visto la votazione e il risultato, ho commentato a caldo, via facebook e twitter, i due aspetti nell’unico modo possibile: una bella risata. Anche a freddo, quello rimane l’unico commento adeguato.

E che sia ben chiaro: non una risata amara, dopo tutto il tempo buttato e tutte le battaglie fatte per un’altra idea di movimento, ma propria una bella risata grassa, a pieni denti e polmoni aperti, di quelle che ti riconciliano con la vita, che ti ampliano la prospettiva e fanno brillare i colori.

(Due sere fa mi sono dimesso ufficialmente da qualsiasi ruolo avessi nel M5S, sono libero, e quindi stavolta la faccia non ce l’ho messa, e non devo nè provare a giustificare l’assurdo nè autocastrarmi stando in silenzio).

Non c’è bisogno di fare analisi, spiegare alcunchè, chiunque con un barlume di favella sa già.

Semmai, forse si potrebbe chiedere se sapevano, i grandi mediatori M5S, che a me risultano essere fondamentalmente ‘Piersilvio’ Casaleggio e Claudio Messora, dei contributi non dichiarati da parte di Farage o della sua ‘cash for seat’ policy – cioè, si paga per essere in lista, nell’Ukip. Il che, utilizzando le genialate comunicative dell’attore Di Battista (ricordate le sua definizione di Cuperlo e Civati?), fanno del M5S un movimento “mafioso”, in quanto alleato con un partito che utilizza pratiche “mafiose”.

Ma tant’è – immagino che essendo la fonte allegata quella di The Times, storico quotidiano britannico e uno dei più rispettati al mondo, da sempre target conservatore, ma fra i giornali che ce l’avevano con Berlusconi, perchè proprietà Murdoch, sarà presentato come complotto della grande finanza europea, con spruzzatina giudaica. “Vedete? I cattivoni (banchieri) europei hanno paura, ora che è stata fatta l’alleanza” esultano i talebani. Per quel poco che so, penso che i cattivoni ne stiano ridendo, di questa grande alleanza. Hanno un pizzichino più paura di Marie, secondo me.

Quel che mi sembra più interessante è leggere delle reazioni, delle perplessità, dello sconcerto, delle vertigini, delle tante brave persone che stanno ancora nel M5S (quelle senza incarichi, quelle inserite ormai sono fonti di verità non così affidabili). Tralascio le altre tante persone che brave non sono mica tanto, e amano questo nuovo M5S, verticistico ed autoritarietto al sapor di Grande fratello (per queste, Grillo può e deve decidere tutto).

Semmai ce ne fosse stato ancora bisogno, è chiaro che la Ditta prende per il culo. Ci sono al mondo perversioni peggiori, per carità. Ma le brave persone che rimangono nel M5S devon farsene una ragione, e raggiungere la pace: gli piace farsi prendere per il culo.

A me non piace molto, e credo che anche il solo parlare di Grillo e Casaleggio sia cadere nella loro trappola da comunicazione base: le persone come me si indignano, i giornali ne parlano, il M5S vive e rimane al centro dell’agenda comunicativa (non politica). Risata, o silenzio.

Perchè io credo che il M5S sia già politicamente morto, le pulsioni cui ha dato forma rinasceranno in altro, non più lì. Qualche mese e diventerà chiaro, fino alla prossima elezione che certificherà. E quindi, un po’ di rispetto: che i morti riposino nella quiete dei cipressi.

 

Ps. Ovviamente, tornerò sul soggetto, ma con animo patologo.

Trasformazione completata

6 giugno 2014 § 2 commenti

Un poveraccio vorrebbe dedicarsi a scrivere di altro, e invece arriva un bel post a firma Grillo e Casaleggio che offre il risultato dell’analisi della sconfitta alle europee:

“E’ necessario migliorare l’attuale comunicazione del M5S per poter vincere le prossime elezioni politiche. Errori ne sono stati fatti, è umano, chi non fa non sbaglia, per ripartire bisogna prenderne semplicemente atto. La comunicazione parlamentare deve essere più integrata con i cittadini e le categorie a cui si rivolge l’attività legislativa. Per questo va rafforzato il legame tra i parlamentari e i gruppi di comunicazione di Camera e Senato con processi appositi e non derogabili e insieme con le associazioni sul territorio. I gruppi parlamentari di Camera e Senato devono coordinarsi maggiormente di quanto fatto finora con i gruppi di comunicazione e viceversa. L’integrazione dovrà avvenire anche tra esponenti di comunicazione a livello regionale e europeo con gli omologhi di Camera e Senato. Un gruppo di comunicazione trasversale. E’ fondamentale comunicare ai cittadini le nostre iniziative parlamentari, regionali, europee, consultare le associazioni ed evitare di sprecare tempo con le intermediazioni con i giornalisti, vera catena di trasmissione del Sistema. Il M5S deve assumere una figura di forza di Governo responsabile e moderata nei toni, pur rimanendo inflessibile nei suoi principi e nell’adesione al programma per cui è stato votato. Nel merito dei cambiamenti organizzativi: a Claudio Messora è stato chiesto di assumere la responsabilità del gruppo di comunicazione europeo, al suo posto al Senato subentrerà Rocco Casalino. A Nicola Biondo verrà affiancata per la comunicazione alla Camera Ilaria Loquenzi, attualmente assistente di Paola Taverna. A loro i migliori auguri per il compito difficilissimo che li attende. Aiutiamoli il più possibile. In alto i cuori!” Beppe Grillo, Gianroberto Casaleggio

D’altronde, le analisi (serie) sono ‘roba da vecchia politica’ -una frase del genere merita una promozione, ed infatti.
Non è sorprendente che il problema, per un partito che ormai fa solo comunicazione, sia stato individuato nella comunicazione, e quindi la soluzione la si trova in migliori processi comunicativi. Poi, si potrebbe osservare che essere forza di governo è ben altro che presentarsi come tale (per esserlo non ci sono neanche più le persone), si potrebbe puntualizzare che chi lo diceva mesi fa che la linea era sbagliata è stato bersagliato se non costretto a uscire (ho grassettato le frasi relative, la prima che fondamentalmente arriva, pianopiano, certo, all’idea che ha creato, a Bergamo, il Gruppo Reti, pur se non ci si schioda dalla comunicazione; e la seconda che sposa la linea che io e tanti altri abbiamo sostenuto dalle scorse elezioni, basta guardare i miei post prima del periodo di autocensura: essere inflessibili nei principi e nell’adesione al programma è tutt’altra cosa di urlare di esserlo, ed è sostanzialmente il contrario di quello che è stato fatto quest’anno; ovviamente, nessuno dei pezzi di merda di cui pullula ormai il M5S si sognerà mai di chiedere scusa a me e a tanti altri), si potrebbe chiedere perchè si aumenta l’integrazione fra i gruppi comunicazione e fra loro e i parlamentari e non fra gli eletti e la base, a cui viene assegnato il compito di propagandare e basta, e si potrebbero chiedere tante altre cose.

In realtà quello che esce da qui è l’ufficializzazione, l’arrivo conclusivo di una trasformazione del M5S in una struttura verticistica dedita alla propaganda. Chi decide saranno i comunicatori, controllati dalla ditta, gli altri a piazzare la merce. E chi non sarà d’accordo con la merce fornita deve andare fuori dai coglioni. In effetti, ci dice Marco Travaglio, in un editoriale di (non più così) rara stupidità, dopo lo scandalo Mose tutti dovrebbero chiedere scusa a Grillo e ai suoi ragazzi.

Si potrebbero chiedere tante cose, ma ho anche parecchio altro da fare, nella mia vita. Berlusconi ha markettato ‘forza Italia’, Grillo e Casaleggio il ‘vaffanculo’, non ci rimangono neanche le parolacce. Forse ‘Grazie’ è ancora disponibile… per cui: Grazie, Beppe.

L’UKIP E’, oggi, l’alleato ‘naturale’ del M5S

4 giugno 2014 § 3 commenti

E’, ovviamente, in pieno svolgimento la campagna grillesca di indottrinamento degli iscritti in previsione del possibile voto (ma chissà) sul blog sulle alleanze: i verdi sono alleati dei cattivi, l’Ukip è messo in cattiva luce dalla stampa di regime (italianglobaleuropea).

Gli eletti fanno il possibile per propagandare il messaggio. E quindi abbiamo chi riprende quasi integralmente il testo di un sito web (peraltro che fornisce informazioni discutibili), chi non è più perplessa, chi definisce Farage lungimirante, e chi cerca di scalare posizioni. In particolare, al novello eurodeputato Marco Zanni bisogna riconoscerglielo: è giovane, ha una buona dialettica, credo sia telegenico, e si vede che è intelligente visto che dimostra per primo di aver capito quale è il gioco in un partito verticistico-autoritario: più affermi la linea del capo più hai possibilità di salire. Poi bisogna guardarsi allo specchio, ma questi sono affari suoi. In verità, esiste la possibilità che ci creda veramente.

Per capire l’Ukip credo sia importante inserirlo nelle comprensione delle strutture sociali inglesi, e cioè (sintetizzando brutalmente) una rigida stratificazione classista che permette un liberalismo autentico all’interno di un più o meno forte sentimento di nostalgico nazionalismo imperiale. L’Ukip, spin-off dei Tory nel 1999 contro l’apertura dei conservatori al continente, è (mi si perdoni le immagini rozze) il liberale inglese in abiti moderni dotato di humour a cui sinceramente sono simpatici i suoi servitori immigrati, è il difensore dei valori famigliari in vestiti sadomaso, è l’aristocratico che dice parolacce perchè è superiore alla correttezza, è l’amante dell’impero inglese. Così è contro l’immigrazione, è contro l’Europa, è nazionalista, è protezionista, è difensore dei poveri, è contro le ultime guerre perchè non vi erano in gioco immediati interessi dell’Impero britannico, è contro l’establishment perchè questo si è normalizzato e lui quindi non conta più niente. E quindi, paradossalmente, l’Ukip è ben appetibile per la working class inglese.

In altre parole, il sessismo, l’omofobia, la xenofobia, sono così incardinati da non dover neanche essere affermati. In verità, poi, lo sono anche.
C’è chi dice che non lo sono perchè nelle fila Ukip sono stati eletti parlamentari di sesso femminile, di colore, omosessuali. Cito un amico, Michele Morini, che si è divertito a controllare le posizioni di questi: quello pakistano Amjid BASHIR, sull’immigrazione, quello gay, David COBURN, sul matrimonio omosessuale, e per quanto riguarda le donne, una su tutte, Jane COLLINS, sulle quote rosa (vedi la sua pagina wikipedia al capitolo “Views”). I partiti di destra che non hanno delle donne, degli omosessuali, degli immigrati nelle loro fila da sbandierare sono degli sfigati. Guardate l’immagine di apertura del sito Ukip e la questione diventa chiara: da chi è contorniato Farage?

La difesa dell’Ukip, e l’accusa alla stampa, fa perno anche su un articolo dell’Huffington Post che traduceva poco fedelmente alcune dichiarazioni di Farage. Riporto i testi come ha fatto Natalino Balasso (un peccato, davvero..) con un post su Facebook, diventato ovviamente favorito dai grillini:

Ecco la traduzione fedele: “In molti casi le donne fanno scelte diverse nella vita rispetto agli uomini, semplicemente per motivi biologici. Una donna che ha una clientela, ha un figlio e prende due o tre anni di congedo, varrà molto meno per il suo datore di lavoro, quando tornerà, rispetto a quando è andata via, perché la sua clientela non resterà legata rigidamente al suo portafoglio.” “Non credo affatto che in banche, società di intermediazione, Lloyds di Londra e di tutti gli altri nella città grande, ci sia alcuna discriminazione nei confronti delle donne.” “Penso che le giovani donne competenti, che sono pronte a sacrificare la vita familiare per dedicarla alla loro carriera, possano essere brave quanto gli uomini e persino migliori”. Ecco una parte del passaggio originale:
“A woman who has a client base, has a child and takes two or three years off – she is worth far less to her employer when she comes back than when she went away because that client base won’t be stuck as rigidly to her portfolio”.È curioso però che sull’Huffington Post italiano io legga invece questa frase: “Le donne valgono meno, è giusto guadagnino meno, vanno in maternità” .

E’ curioso, invece, come si difenda Farage dall’accusa di sessismo utilizzando degli scritti la cui traduzione fedele lo dimostra esattamente. La frase più importante è quella che ho evidenziato tramite grassetto: molte delle rivendicazione femministe dell’ultimo secolo si sono appuntate proprio contro la necessità delle donne di dover scegliere fra lavoro e famiglia, rivendicandone la responsabilità sì personale ma anche sociale. Mi perdonerete se sono femminista, ma se una donna deve scegliere fra procreare e lavorare allora è discriminata, di fatto e di diritto. Le donne possono scegliere, ma non possono DOVER scegliere. Se su Farage non vogliamo parlar di sessismo, ma di difesa del sistema patriarcale, a me sta bene. Ma siamo nella semantica. Come quando si dice che Grillo non si deve dimettere perchè non ha cariche.

A me, in verità, tutte queste storie sulla natura dell’Ukip sembrano anche ridondanti. A me basta ed avanza che il leader di un partito nato contro l’Unione europea e che continua a mantenere centrale questa idea nella propria identità prenda i soldi europei dal 1999. Le giustificazioni le trovano, ma è come se il M5S si fosse presentato alle elezioni provinciali per abolire le province. Dove è finito il M5S?

Per cui (conclusione): L’aspetto positivo di tutta questa storia è di chiarire senza più ombra di dubbio quale sia la collocazione politica del M5S. Perchè mi sono andato a leggere le piattaforme programmatiche dell’Ukip, in particolare quella per le elezioni amministrative appena svoltesi. I punti di contatto con quelle del M5S sono notevoli. Qui l’Ukip credo proprio abbia copiato il M5S: ricorso della favoletta delle decisioni prese in base al buon senso, previsioni di referendum locali, enfasi sull’attivismo istituzionale degli eletti, risparmio del denaro pubblico, e così via. Più in generale, credo si possa affermare con una certa sicurezza che sia vero che l’Ukip E’ il partner naturale del M5S attuale: entrambi prioritizzano gli stessi temi. E’ il M5S che ha messo nel cassetto i temi cari di un tempo passato, quelli che lo avrebbero portato a ritenere naturale l’alleanza con i verdi.

Oggi, ciò che è importante per il M5S è la lotta al capitalismo globale, una vena di antiamericanismo in verità antiliberalismo spacciato per pacifismo, il protezionismo in tutte le sue forme (dalla difesa dei prodotti nazionali al sostegno alle Pmi italiane alla comprensione dell’immigrazione come problema di sicurezza) ed a una bella spruzzata di nazionalismo – messi nel cassetto, in bel secondo piano, sono i temi antichi come la sostenibilità energetica, il non inquinamento, e così via. Parliamo, cioè, di un impasto ideologico che è di destra, destra profonda. Manca, al M5S, e rispetto ad altre esperienze storiche, la capacità di attrarre la borghesia capitalista anti-liberale, a causa sia dell’evidente incompetenza tecnica ed organizzativa e del comportamento erratico di Grillo che delle strutture economiche aperte internazionali.

Ma il M5S, altro che nè di destra nè di sinistra, è ormai il partito più a destra dello scenario politico italiano. A Fratelli d’Italia gli fa un baffo.

Le veritá del blog

29 maggio 2014 § Lascia un commento

Uno dei piú devastanti errori politici del M5S nell’ultimo anno, di sostanza e comunicazione, é stata la sovrapposizione fra il blog di beppe grillo, e quello che ci viene scritto, e il M5S, e le sue posizioni politiche. Da un lato, questo ha costretto portavoci ed attivisti ad acrobazie di ogni tipo per giustificare e giustificarsi posizioni scritte con obiettivi mediatici, cioé tese a far parlare e quindi polarizzanti, dalle loro ricadute politiche. Dall’ altro, ha fornito criterio di selezione ideologica: chi esprimeva posizioni difformi diventava sospetto, non un vero 5 stelle, e quindi target legittimo di campagne di delegittimazione – se le posizioni difformi erano poi espresse pubblicamente, si passava al linciaggio. Sulla stupiditá di questa identificazione avevo giá scritto in tempi antichi.

In un mondo saturato di informazioni, la selezione di fonti affidabili é fondamentale. Per questo, in molti, troppi, soprattutto persone con limitate conoscenze, capacitá intellettuali, e tempo, all’ interno del M5S hanno iniziato ad accettare il blog come ‘bocca della veritá’. ‘ Informatevi’ voleva dire, e vuol dire: ‘ leggete il blog’. Non lo é mai stato, bocca della veritá: nonostante tante buone idee generali, le approssimazioni, e francamente le stupidaggini nei post sono sempre state copiose. Il non statuto, ricordo, mai ha chiesto l’ adesione a tutto quello che c’ era scritto sul blog, ma solo l’ adesione alle campagne del blog.

In ogni caso, oggi Aldo Giannuli, probabilmente chiamato a dare una certa legittimazione accademica a una lettura del risultato elettorale che rafforzasse la difesa del risultato elaborata dalla dirigenza, ha scritto un post che, fra acrobazie semantiche, storiche, comparativiste e tecniche, propone una lettura che presenta la sconfitta come una mezza vittoria. E va bene, l’ analisi non é tutta da buttare, ed almeno chiude con la richiesta di autocritica (pur se rimaniamo nel campo della comunicazione, perché Giannuli ben si guarda dall’ analizzare la sostanza). Ormai la credibilitá accademica di Giannuli, dopo i post scritti nel processo a risultati preordinati di ‘democrazia diretta’ e tutti gli errori che vi ha probabilmente dovuto mettere, é rasoterra. Quasi a livello di quella di Becchi. (‘Sti intellettuali organici hanno rotto i coglioni, ma immagino il lascito gramsciano proprio non ce la facciamo a rottamarlo)

Il punto é che neanche Giannuli é riuscito a seguire il gruppo M5S alla Camera (in realtá il gruppo comunicazione alla Camera, ma mi domando come sia possibile che un centinaio di persone accetti di avallare una stronzata del genere: o sono senza spina dorsale, il che é in realtá conclamato, o ci credono, il che é peggio: in entrambi i casi siamo nel campo dell’incapacitá politica. E il prossimo che mi dice che i parlamentari non sono politicamente incapaci gli spiaccico questa comunicazione -link sotto- sulla faccia), il quale, dopo Grillo che accusa gli anziani menefreghisti e ne trae sicurezza di vittoria (prima o poi ‘ sti stronzi moriranno), e Casalino che afferma quello che afferma, e Dibba che cambia idea, e Crimi che é contento, e la Taverna che si sente italiana al 21%, e la Lombardi che é pronta a ripartire con le espulsioni a braccetto della Lezzi che vuole espellere l’ attivista Ronzino, ha comunicato al mondo che non é vero che si sono persi 3 milioni di voti, perché É COME SE se ne fossero persi solo un milioncino. É COME SE. Ahhhhhhhhh.

Immagino ci siano fior di matematici pronti a mostrare un modello che giustifichi l’ affermazione. Io, nel mio piccolo, con i dati ufficiali del Ministero dell’ interno, ho fatto una sottrazione:
voti M5S Camera 2013 – voti M5S europee 2014 = circa 3 milioni di voti.
Provate anche voi, nel caso mi sbagliassi.

Il punto é questo: l’ articolo di Giannuli SUL SUO BLOG riporta il dato di 3 milioni di voti persi, l’ articolo di Giannuli SUL BLOG DI GRILLO invece riporta il dato di 1 milione di voti persi (qui la comparazione diretta)

Secondo me Giannuli non ce faceva neanche lui a seguirli su cotanta stonzata, e quindi ci hanno pensato loro: qualche genio della comunicazione ha colpito ancora. Buonanotte alle veritá del blog.

E necessitá assoluta di separare blog di Grillo da portale del M5S. E anche di eliminare lo staff, un apparato burocratico senza alcuna accountability.

PS. Ovviamente, mia solidarietá personale a Giannuli, dubito abbia dato il benestare.

Una questione di prospettiva

29 maggio 2014 § 4 commenti

C’è chi mi dice che pecco in obiettività, o in onestà intellettuale, o che enfatizzo gli aspetti negativi e non noto quelli positivi, visto che non considero per nulla il buono fatto dal M5S nell’ultimo anno.

Certamente ho il mio carattere, grazie al cielo. Ma forse la questione è più profonda, ed è di prospettiva. Quindi spiego brevemente qual è quella che mi porta ad essere molto duro con la leadership del M5S.

Fra i vari approcci teorici che hanno cercato di comprendere le grandi trasformazioni sociali di breve periodo (chiamiamole ‘rivoluzioni’), ve n’è uno che le spiega in base al rapporto fra la società (struttura sociale) ed élite (classe dirigente). Semplificando, questo è il processo (evito indicazioni bibliografiche, questo è un blog): nel periodo d’incubazione, pre-rivoluzione, esiste una distonia, una separazione, fra la società e l’élite, che poi è un problema di legittimazione. Se questa separazione si allarga eccessivamente, e scatta una scintilla, un movimento sociale o politico (la rivoluzione) porta a riallineare i due. Il terrore post-rivoluzionario, spesso ma non sempre, è momento necessario di sostituzione élitaria. La rivoluzione termina con il riallineamento fra élite e società e il consolidamento delle nuove strutture di legittimazione.
Lo schema processuale è quindi molto semplice: disallineamento, incubazione, mobilizzazione, (terrore), riallineamento (consolidamento della nuova struttura).

Quindi la faccio molto veloce. La distonia della società italiana esisteva prima del 2013, ed esiste tutt’ora. Il M5S lo ha canalizzato, e questo ha prodotto la sua esplosione elettorale. Che quindi sia chiaro: se non ci fosse stato il M5S probabilmente qualche altro probabilmente nuovo attore politico se ne sarebbe avvantaggiato. Ma invece di sfruttare appieno la legittimazione derivante dalla distonia, per incapacità, arroganza, miopia intellettuale, e piccolezza umana, la leadership del M5S ha anticipato la fase del terrore e del consolidamento. In altre parole, espulsioni e consolidamento hanno preceduto la rivoluzione. E non si torna più indietro. Il riallineamento è in atto, perchè si è permesso alla vecchia élite di rigenerarsi, seppur parzialmente.

Mi si può ribattere che la distonia non fosse poi così rilevante, e quindi la rivoluzione era impossibile. Ma io non credo, il potenziale c’è ancora. Circa il 50% di non votanti dice qualcosa?

Da questa prospettiva, quindi, le cose buone che sono state fatte sono sostanzialmente irrilevanti, scompaiono di fronte all’errore fondamentale, che è di lettura strutturale. Poi, si può ragionare in termini sistemici: il M5S ha portato novità importanti, senza non ci sarebbe stato riallineamento parziale. E, infatti, in termini sistemici e per ragioni tattiche, non escludo persino di votarlo. Ma ormai è un partito, con una propria visione del mondo, con delle proprie norme interne, con delle procedure, con una dirigenza (totalmente autoreferenziale), un partito che può vincere o perdere le elezioni, come tutti gli altri. Normalizzazione, ma che racchiude tutte le caratteristiche peggiori degli altri partiti italiani. E quindi non ci metto la faccia, e non ci metto del tempo. Neanche un minuto.

Ps. Sillogismo (con propaganda ‘grillina’): posto che il mandato elettorale politiche 2013 fu ‘tutti a casa’, e visto che le elezioni europee 2014 avevano valore politico nazionale, allora: tutti gli eletti in Parlamento dovrebbero presentare le proprie dimissioni per non aver rispettato il mandato elettorale.
Immagino ci stiano riflettendo tutti. Si sa che brillano per ‘coerenza’. Mentre Grillo, portavoce europeo, incontra alla fine pubblicamente, Farange, scortato dal figlio di Casaleggio. Non ci si fa mancar niente. Chiunque abbia pensato per un minuto che si potesse dare un senso al principio uno-vale-uno dovrebbe ormai averla stra-capita.

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