And here is the second one

10 aprile 2014 § Lascia un commento

Just marketing, surely.
Yet sometime and somewhere our innocence was lost. And here we are, with a strong stink of decay up our noses and not much left to salvage from the exercise.

That idealism we have lost, in only one year

10 aprile 2014 § Lascia un commento

Here the first of the two videos I was referring to a couple of days ago. It could have been something similar, it could have been. Instead we went ballistic.

What is built on falsehood is false itself (Ali Ahmed)

8 aprile 2014 § Lascia un commento

Some months ago, during the mass demonstrations that helped end Morsi’s Presidency, this video went viral. A 12-year-old, Ali Ahmed, managed to excoriate the Muslim Brotherhood’s politics and political ideology, diplaying a razor-sharp ability to use university-level concepts and language to dismiss and cut open today’s most important Middle Eastern political ideology.
The video is quite amazing, so I checked it, and I could be wrong, but it does not appear to have been fabricated.

It got me thinking about Italy, and today’s M5S (this and a couple of other videos I will post asap but all concerning Egypt’s convulsions of the last couple of years).

In particular, in the video, at 1:40, Ali says ‘What is built on falsehood is false itself’. A 12-year-old.

So, when you become aware that someone is unable to think at least at the level set by a 12-year-old Egyptian boy, and even worse is a liar, you realise you cannot work or build anything with him. There is no future to be created. Only ruins.

Quanto durerà il #GovernoRaccogliticcio?

24 febbraio 2014 § Lascia un commento

Oggi il Senato inizierà a votare il GovernoDiSperanzaperl’Italia, con qualche voto rimediato (ma, ovviamente, senza i voti dei dissenti cinque stelle). Anche Civati e i civatiani finiranno per votarlo. Effettivamente, come si può non dar fiducia a un tale insieme di alte capacità politiche e competenze? Oh, ci sono tante donne. Ottimo. Ma oltre a questo il panorama è sconfortante. Si dice: devono essere bravi politici, i competenti (i tecnici) possono fare e hanno fatto disastri. Vero. Allora che Renzi dica chiaramente che il criterio è quello politico. Invece ci prende in giro.

 

Martina non è diventato Ministro dell’Agricoltura perchè è un bravo politico. Lo è diventato perchè è il capo di una corrente interna al Pd, quella dei bersaniani, ed è, beh, perito agrario… irrilevante che fosse favorevole alla Bergamo-Treviglio, bretella autostradale in project-financing mascherato voluta dalla Lega che come risultato sicuro avrebbe quello di sottrarre qualche migliaio di ettari all’agricoltura bergamasca. Mica male come presentazione.

La riforma della pubblica amministrazione è la priorità, twitta Renzi. Infatti, il Ministro è Marianna Badia, veltroniana dalla scintillante carriera politica.

E così via. 

Più che al GovernoDiSperanzaperl’Italia qui siamo al GovernoRaccogliticcio. 

Il progetto di Renzi è quello di far approvare alcune riforme (legge elettorale, forse Senato ma dubito riescano, e qualche altra cosina), sopravvivere alle Europee e poi andare alle urne per presentarsi come ‘quello che fa’ e ricevere un mandato elettorale decente (spero nessuno creda davvero che il progetto sia quello di arrivare a fine legislatura, eh?). In questo, ovviamente, è totalmente irrilevante il contenuto delle riforme: l’importante è farle, se sono una schifezza non importa. L’accordo Renzi-Berlusconi sulla legge elettorale è il modello da seguire.

Ce la farà? Renzi sembra già impaludato, e il sospetto che si sia stato incoraggiato a infilarsi in una strada senza uscita facendo leva sulla sua ambizione è sempre più forte. Per farlo fuori, ovviamente. 

Mi sembra che la domanda vera sia: quanti mesi durerà questo Governo? Io vado per i 6-8.

Forse il M5S ce la fa davvero a prendere il 51% alle prossime elezioni. Basterebbe non farsi del male per autolesionismo.

Ps. Mentre invece a noi l’autolesionismo non dispiace: dopo Orellana, ieri è stato il turno di Campanella e Bocchino a ri-ricevere la sfiducia del territorio. O almeno così dice il blog. In realtà, anche in questo caso, non è proprio così (bastano i seguenti due link: primo e secondo). Manca il triestino Battista. Non che non ci abbiano tentato, qualche settimana fa, ma il territorio aveva risposto picche. Ora dovrebbe esserci un consigliere comunale che si è reso disponibile…

Proposta sottovoce: E se per po’ queste lotte intestine le mettessimo da parte?

 

Da che parte arriva il fuoco amico?

21 febbraio 2014 § 3 commenti

Ci risiamo: posizioni differenti portano alla gogna pubblica, che parte dal blog.

Chiariamoci subito: credo che nel merito Orellana, Battista, Bocchino, e Campanella abbiano sbagliato a far uscire un comunicato congiunto più o meno critico verso la performance di Grillo. Non se ne sentiva la necessità. Ma anche lasciando perdere la questione, peraltro non irrilevante, che le critiche erano davvero sussurrate (non riesco a trovare il comunicato, mi baso su quanto letto sui giornali ieri), e abbastanza condivisibili (guardate cosa scrive Giannuli, per esempio), il punto è se davvero questa messa all’indice serva al M5S.

Che sia una strategia precisa è abbastanza ovvio: la gogna parte dal blog, viene apparentemente ripresa dal territorio e rilanciato dal blog. Ma vediamo gli aspetti curiosi dell’operazione: il post ‘Fuoco amico (?)’ è firmato da tal antonio noziglia, genova. Ora, chi è Antonio Noziglia, Genova? Bè.. non si sa. Un mio amico, consigliere comunale non lombardo, ha chiesto a tutti i consiglieri comunali liguri chi fosse. Hanno risposto in una decina, tre di Genova. Non lo conosce nessuno. Un iscritto certificato al blog, allora, e va benissimo, ma non un attivista conosciuto nel territorio. 

Arriviamo alla dichiarazione dei gruppi della provincia di Pavia. In base al loro comunicato, il 7 febbraio hanno chiesto in assemblea provinciale ad Orellana di rapportarsi di più con il territorio e di non assumere posizioni critiche. Ottimo. L’incontro Renzi-Grillo si svolge il 19 febbraio, il comunicato dei gruppi di Pavia è del 20 febbraio. Chi ha deciso quel comunicato? Escludo che, a Pavia, esistano modalità condivise per decidere una cosa di questo tipo oltre ad assemblee fisiche. Si sono trovati il 19 sera per decidere e votare? A me sembra difficile. Quello che sospetto sia successo è che ci sia stato uno scambio di email fra alcune persone, o magari un thread su meetup. Escludo cioè qualsiasi tipo di decisione democratica. Che viene ripresa dal blog.

C’è di più: nell’assemblea provinciale pavese del 7 febbraio, ci sono due persone interessanti che attaccano Orellana (http://www.youtube.com/watch?v=0RunZy_dGbU): la prima, dal minuto 4 e 40 al minuto 8, è Maurizio Benzi, dipendente della Casaleggio & Associati e fondatore, nel 2005, del primo Meetup italiano, quello di Milano. La seconda, dal minuto 24, è Serafino Centenaro, secondo dei non eletti al Senato.

Non tocco neanche la questione, relativamente importante, della base elettiva: i senatori sono eletti su base regionale. Se quindi deve esserci un giudizio sull’attività di un senatore questa deve essere espressa almeno dalla base regionale. O, meglio, essendo i senatori, come i deputati, rappresentanti del popolo italiano e non dei pavesi o dei lombardi, una valutazione del lavoro di un senatore che abbia un minimo di senso dovrebbe avvenire su base nazionale.

La domanda vera, però, è: queste lotte interne dovute a sensibilità diverse servono al M5S? Questa energia, queste risorse, dedicate a lotte intestine sul nulla, servono davvero al M5S? 

I quattro senatori sono traditori, infiltrati, poltronari, pezzi di merda, e così via, perchè vogliono un M5S che funzioni MEGLIO, che la base abbia PIU’ voce, che sia in grado di accogliere MEGLIO tutte le opinioni dei cittadini, che sia la casa di TUTTI coloro che vogliono un’Italia migliore e vogliono sconfiggere questo sistema di potere, che riesca a migliorare la VITA DEI CITTADINI, che non rincorra il 51% ma porti a casa leggi ed emendamenti che ci aiutino a vivere MEGLIO?

I parlamentari stanno lavorando bene, hanno fatto una forte opposizione, hanno mostrato coerenza (cosa rara in Italia), ma è da traditori pensare e sostenere, anche pubblicamente, che POSSIAMO FARE MEGLIO?

Per cui mi domando, ancora una volta: da che parte arriva il fuoco amico? 

  

 

 

Quell’incontro, mi sarebbe piaciuto così

20 febbraio 2014 § 3 commenti

Renzie: “Grazie per essere venuti,  blablabla. Questo è quello che vogliamo fare al governo: Blablabla.”

Grillo: ” Grazie per questa bella storiella.

Ora, però, parliamo di cose serie: non hai bisogno dei nostri voti, nel caso in cui ti mancassero al Senato il partito del pregiudicato ti darà una bella stampella, almeno per qualche mese. Non ci chiedi la fiducia, sai che non te la daremo mai. Tu rappresenti e fai parte di un sistema di potere che ha distrutto l’Italia, e che noi combatteremo sempre. Il nostro programma lo conosci, visto che ne hai copiato una buona parte.

Contro le porcate che proporrai faremo opposizione durissima dentro e fuori il Parlamento, contro le proposte su cui non concordiamo faremo opposizione, le proposte che pensiamo siano nell’interesse dei cittadini le voteremo. Buona giornata.”

Ps. Che, sono un ‘grillino’?

M5S: Che collegio?

28 gennaio 2014 § Lascia un commento

Si vota, fino a questa sera, il secondo passaggio della legge elettorale del M5S: collegio uninominale, unico, o intermedio?

Questa è la spiegazione-presentazione di giannuli della questione: http://www.beppegrillo.it/2014/01/legge_elettoral_1.html

La scelta proposta, collegio uninominale, collegio unico nazionale oppure collegio di grandezza intermedia, si presta a varie interpretazioni, perchè il quesito presenta un errore di omogeneità: la prima scelta si riferisce ai risultati, cioè al numero di persone elette per collegio, mentre le altre due si riferiscono alla grandezza dei collegi. Forse la scelta dovrebbe essere interpretata come: preferite collegi molto piccoli, in numero uguale al numero dei deputati (o dei senatori), un collegio unico nazionale oppure uno di grandezza intermedia?

In ogni caso, questa scelta ci fa fare un altro passo in questo processo di discussione collettiva, che è davvero lodevole e notevole nello scopo e nella portata, ma che si rileva discutibile nelle modalità, a cominciare dalle premesse – le domande iniziali sarebbero dovute essere: vogliamo un sistema vantaggioso per il M5S o utile al Paese? E poi, nel caso di preferenza per la seconda opzione, come dovrebbe essere per il M5S: cosa serve all’Italia oggi (rappresentatività oppure chiarezza dei risultati, cioè responsabilità?). Dopo aver scelto le premesse di partenza, si sarebbe allora potuto passare a decidere quale sistema elettorale, ma offrendo tre scelte, maggioritario, maggioritario a doppio turno, o proporzionale: il maggioritario a doppio turno, nonostante il nome, è un sistema che unisce caratteristiche degli altri due; è più corretto cioè considerarlo un terzo tipo e non un sotto-tipo del maggioritario.

Comunque. Mi sembra che nello scegliere la grandezza dei collegi abbia senso tener conto della scelta già fatta sul sistema elettorale da parte degli iscritti certificati al M5S, cioè quella di un sistema elettorale di tipo proporzionale.

Qui le combinazioni effettivamente possibili fra proporzionale e grandezza dei collegi:

1. Collegio uninominale: tanti piccoli collegi, in ognuno si elegge una persona.
Due opzioni:
A. Il voto può essere computato nazionalmente, e poi i seggi sono ripartiti scegliendo un candidato nei singoli collegi (non ho idea di come si possa fare, onestamente: forse assegnando i seggi spettanti ai candidati all’interno dei cui collegi la lista ha riportato le percentuali più alte? Per chiarire: M5S prende il 30% dei voti su scala nazionale, e vengono quindi sono eletti i candidati dei collegi nei quali il M5S ha preso le percentuali più alte. Questo può voler dire che un collegio vinto da FI, per esempio, elegga un candidato M5S, per esempio).

B. Il proporzionale su scala di collegio: cioè vince all’interno del collegio la lista con la percentuale di voti più alta, e il suo candidato è eletto. In questo caso, il proporzionale non è più rappresentativo, è trasformato in un maggioritario (ricordo che il maggioritario non porta necessariamente alla governabilità). Abbiamo sostanzialmente il sistema elettorale inglese: infatti se in un collegio ci sono solo due liste (come, estremizzando e per far capire anche se non è totalmente corretto, in inghilterra) e si elegge il candidato della lista più votata, proporzionale e maggioritario coincidono. In inghilterra si usa il maggioritario, qui si userebbe il proporzionale.

Una scelta che manca sono i collegi piccoli plurinominali, immagino Giannuli li inserisca negli intermedi.

In ogni caso, mi sembra sia chiaro perchè raramente il proporzionale è associato al collegio uninominale.

2. Collegio unico nazionale: i voti sono computati nazionalmente ed assegnati ai deputati (o senatori) secondo l’ordine di lista o secondo le preferenze. Abbiamo cioè liste nazionali, composte da centinaia di nomi (alla camera, parliamo di liste che possono toccare le 630 persone). Potrebbe aver senso se, parallelamente, si introduca una riduzione sostanziale del numero dei deputati e senatori.
E’ un sistema usato pochissimo, a parte Israele e forse qualcun altro (ma Israele, se non ricordo male, ha una popolazione compresa fra i 7 e gli 8 milioni di abitati, ma quelli con diritto di voto sono circa 5,5 milioni. In Italia la popolazione ai aggira sui 60 milioni, e i cittadini con diritto di voto sono circa 50 milioni). Normalmente si hanno collegi più o meno grandi, e poi un collegio unico nazionale per il computo dei resti, i quali assegnano solo qualche seggio.

3. Collegio intermedio: i voti vengono computati nazionalmente e poi ripartiti per collegio oppure sono computati e ripartiti a livello di singolo collegio. Qui dipende dalla grandezza dei collegi. Normalmene parliamo o di collegi macro, tipo averne solo 3 o 4 in Italia, oppure di grandezza coincidente con le regioni. All’interno di questa grandezza di collegio, computarli nazionalmente o a livello di collegio produce risultati abbastanza simili a livello di rappresentanza nazionale. A meno che si inseriscano dei correttivi, tipo clausola di sbarramento, a livello nazionale o di collegio. Ma questa questione la lascerei stare, per il momento.

Buon voto

Ps. Alla fine, per me la domanda che ci viene sottoposta è: preferite due opzioni secche con pochissimo senso (1 e 2) oppure quella che potrebbe avere un senso ma che rimane indeterminata? Perchè, in effetti, a me sembra che la domanda reale non venga posta, e cioè: stante che il sistema scelto è un proporzionale, preferite collegi più piccoli (maggior vincolo di mandato da parte del territorio, con i lati positivi e negativi che questo comporta in Italia) oppure collegi più grandi (il contrario di quello sopra)? L’impressione è che giannuli avesse preparato questo passaggio prima della scelta del sistema elettorale.
Se vince 1 o 2 andiamo verso un: la salsiccia è buona, il pompelmo è buono, la nutella è buona. Allora salsiccia con pompelmo con nutella sarà un piatto buonissimo…

Dai commenti al blog di Grillo, quel girone dantesco

14 giugno 2013 § 1 commento

“E così la Gambaro deve andare via perché ha “tradito” gli ideali del movimento.

Ora, a parte che dirne 4 a Beppe non è tradire un ideale (ma questo è inutile dirlo ad un fanatico), vediamo in attimino di analizzare quali sono questi ideali:

1) UNO VALE UNO
Mai rispettato. Decidono tutto Beppe e Gianroberto, lo sanno anche i neonati. Un paio di volte all’ anno si dà un contentino ai 50.000 iscritti entro il Dicembre 2012 di dire la loro, dai quali OVVIAMENTE ci si attende ed arrivano solo risposte bulgare.

2) VERA DEMOCRAZIA TRAMITE PIATTAFORMA LIQUIDA
Piattaforma MAI realizzata. Ce l’ hanno quei 4 gatti dei Pirati italiani, ce l’ hanno i M5S siciliani…. ma Beppe si è ben guardato di metterla su, non sia mai detto che corra il rischio che gli portino via il SUO giocattolo.

3) TUTTO SARA’ ALLA LUCE DEL SOLE, NOI SIAMO DIVERSI
Ed infatti la Gambaro, che ha detto alla luce del sole quello che pensa di Beppe (durante una intervista e non durante un talk show, vietato dal regolamento interno) è una DOPPIA merda: una perché ha detto quello che pensa (cosa inaudita) seconda perché i panni sporchi si lavano in famiglia (che è l’ opposto che alla luce del sole).

A QUESTO PUNTO LA DOMANDA DIVIENE RETORICA: CHI E’ CHE IN REALTA’ HA TRADITO GLI IDEALI DEL MOVIMENTO??”

enzo b., genova 14.06.13 13:42|

http://www.beppegrillo.it/2013/06/gambaro_a_giudizio.html

Chi la pensa come me

30 maggio 2013 § Lascia un commento

è degno di rispetto, chi non la pensa come me è un coglione. O colluso.

Due in due giorni.

Ne resterà soltanto uno.

Nel caos, con preghiera

29 maggio 2013 § Lascia un commento

Alcune imprecisioni nell’articolo, ma l’istantanea della situazione è devastante. Qualcuno non ha proprio capito… inclusi Grillo e Casaleggio. Andare in tv? Questi parlamentari ci fanno scomparire, se vanno in TV. Settimana corta? Già la fanno, e infatti fanno disastri anche nel territorio. Lo dico per esperienza diretta.

Per favore, state buoni, e concentratevi a non fare (troppi) danni. Rimanete nell’irrilevanza a cui vi siete consegnati, prima di trascinare dentro anche noi. Scrivete i vostri progetti di legge (da soli come state facendo) tanto non hanno possibilità di essere approvati, ma magari non riempiteli di troppe idiozie.

Sarebbe già tanto.

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